“Dalle mura al muro” per abbattere…muri

Sei richiedenti asilo del Servizio Migranti della Diaconia Valdese coinvolti nell’organizzazione della prestigiosa corsa ciclistica

Ciclismo protagonista domenica 9 settembre nel Pinerolese: con partenza e arrivo a Frossasco, si è infatti disputata la seconda edizione di Dalle mura al muro, gara organizzata dalla GRS Alpina Bike-Cafè e, da quest’anno, valida come gara nazionale per la categoria 1.12. Un percorso rinnovato, studiato per valorizzare le caratteristiche degli scalatori, soprattutto nel tratto dell’erta della Sala, sulla collina frossaschese, con i suoi 2,9 km caratterizzati da pendenze in grado di produrre selezione tra i concorrenti.

Un tracciato in grado di dare risalto ai percorsi ciclabili della pianura e collina pinerolesi davanti a spettatori d’eccellenza, come l’organizzatore di tappe del Giro d’Italia e Tour de France Elvio Chiatellino, presente alla gara insieme all'assessore regionale allo sport Giovanni Maria Ferraris e al vice presidente del Comitato Piemontese della FCI Pierfranco Gugliermetti.
E proprio una gara così prestigiosa è stata l’occasione per una lodevole iniziativa all’insegna dell’inclusione che ha visto protagonisti sei beneficiari afferenti al Servizio Migranti della Diaconia Valdese, in un progetto che il referente Diego Mometti definisce di “volontariato professionalizzante”. «Un’esperienza positiva per i ragazzi - racconta Mometti - che ha dato loro la possibilità di conoscere una realtà sconosciuta ed essere coinvolti in un’importante manifestazione del territorio». I sei volontari hanno partecipato all’allestimento della partenza e dell’arrivo della corsa, oltre al posizionamento e lo smantellamento della segnaletica lungo il percorso. Il tutto è stato preceduto da due ore di lezione teorica impartita dall’organizzatore Aldo Peinetti, che ha istruito i ragazzi sugli aspetti organizzativi della manifestazione.
Un’iniziativa importante, che ha visto i protagonisti impegnati in un’attività dai molteplici risvolti positivi. «Il fine principale dell’iniziativa – spiega Mometti – era lo sviluppo di competenze linguistiche in ambito sportivo, ma anche la possibilità di mostrare ai ragazzi un mondo sconosciuto che li ha visti partecipare attivamente e con interesse». Visto l’esito positivo dell’esperienza, il referente del Servizio Migranti della Diaconia Valdese auspica che questa non sia un’iniziativa isolata e fine a se stessa, ma possa essere l’inizio di un nuovo percorso che veda il coinvolgimento anche di altre associazioni del territorio, sia nel campo delle gare ciclistiche che di quelle podistiche «Il coinvolgimento dei nostri ragazzi in iniziative come questa - sottolinea Mometti - è molto importante anche dal punto di vista del coinvolgimento sociale. Nell’allestimento della segnaletica, infatti, i richiedenti asilo erano affiancati da volontari di altre associazioni che, nella vita quotidiana, raramente hanno l’occasione di relazionarsi con questi ragazzi se non attraverso la descrizione stereotipata dei mass media. Occasioni come queste rappresentano l’opportunità per scambiare qualche parola, conoscersi e ritornare a un piano fondamentale di umanità comune».

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