Fatti a immagine di Dio

Un giorno una parola – commento a Genesi 1, 27

Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina
Genesi 1, 27

D’altronde, nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo senza la donna. Infatti, come la donna viene dall’uomo, così anche l’uomo esiste per mezzo della donna e ogni cosa è da Dio
I Corinzi 11, 11-12

Davanti a un versetto come questo, confesso di sentirmi vicino all’anziano dott. Faust (il protagonista del capolavoro di Goethe) il quale, all’inizio del libro, s’interroga sull’esatta traduzione dell’incipit del vangelo di Giovanni: «In principio era la parola» (Giov. 1, 1). In che modo, che cosa significa, che l’uomo sia immagine di Dio? E perché l’essere umano – Sua immagine – è creato maschio e femmina?

I grandi esegeti (von Rad, Westermann, Brueggemann…) ci aiutano in quest’arduo percorso. La somiglianza starebbe nella capacità di relazionarsi: tanto l’Eterno quanto l’essere umano sono soggetti in grado di interpellare e rispondere, di creare un rapporto. Un io che anela a – ed è anelato da – un tu. Oppure, questa similitudine risiederebbe nella capacità creatrice. Dio parla e le cose vengono in essere; l’essere umano attribuisce loro un nome e queste diventano comunicabili, pensabili, quasi (secondo una visione magica) una sua proprietà. Inoltre, sviluppando questa linea di pensiero, l’umanità – proprio in quanto maschio e femmina – può effettivamente generare la vita. Chi vuole essere genitore non può farlo da solo: ogni nuova vita è figlia, non di un atto individuale e autonomo, autoreferenziale ed egoista, ma di un rapporto, di un darsi reciproco, di una relazione consapevole, libera, voluta… Di un atto di amore…

Personalmente, non ho una risposta netta: in che modo siamo immagine di Dio, perché siamo creati maschi e femmine, mi rimane in fondo misterioso. Questo mistero, però, mi affascina, mi incuriosisce, mi interroga e mi spinge a cercare – e a lasciarmi trovare. Chissà se (come già comprese Agostino) essere fatti a immagine del Signore, non significhi scoprire di essere fatti per Lui? Perché per te ci hai fatti e il nostro cuore è inquieto finché in te non trovi pace». È solo un’ipotesi, ma forse vale la pena esplorarla.

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