Chiesa d'Inghilterra: una grande sfida verso il futuro

Un imponente progetto da 27 milioni di sterline destinate alla creazione di nuove chiese e iniziative di evangelizzazione per coinvolgere periferie povere, famiglie con bambini, giovani adulti

Una scommessa impegnativa: la Chiesa d’Inghilterra ha annunciato lo scorso 11 luglio un ambizioso programma, creare 100 nuove chiese sul territorio inglese, attraverso lo stanziamento di 27 milioni di sterline che saranno suddivise in dieci diocesi diverse. L’arcivescovo di Canterbury Justin Welby lo ha definito (riporta Anglican News) «un esempio meraviglioso di come le chiese stanno cercando di essere fedeli a Dio e servire le loro comunità nell’amore e nella missione. Attraverso l’innovazione le chiese, che sono piene di vita, manifestano una crescente determinazione a condividere la Buona Novella in modi diversi, significativi per i membri delle nostre comunità più povere ed emarginate, nei luoghi di maggior bisogno della nostra società».

L’iniziativa, rivolgendosi a contesti specifici quali le aree costiere, le periferie, le città commerciali, intende finanziare progetti originali, come una pionieristica chiesa-caffè a Margate, nella diocesi di Canterbury, che dovrebbe fare da apripista a nove nuove comunità nelle città costiere del Kent (Herne Bay, Sheerness, Sittingbourne, Maidstone, Ashford). Dall’altra parte della costa sud, a Plymouth e in particolare nelle sue periferie, dovrebbero sorgere fino a nove chiese, grazie a un lavoro con le famiglie con bambini e a stretto contatto con Christians Against Poverty (Cap), organizzazione che si occupa a livello nazionale di aiutare persone in difficoltà economiche, disoccupate o affette da qualche forma di dipendenza. Nell’area di Manchester dovrebbero essere addirittura 16 le piccole chiese a sorgere nei prossimi sei anni nelle aree più povere e in cui la presenza ecclesiastica è più scarna. E ancora, la diocesi di Bristol userà il suo finanziamento per trasformare un ex edificio ferroviario di Swindon in una chiesa rivolta specificamente a persone sotto i 40 anni d’età che attualmente non sono legate ad alcuna comunità. Questa chiesa, così come le altre del progetto, dovrebbe fungere da catalizzatore anche per la nascita di nuove vocazioni e missioni.

La diocesi di Londra ha intrapreso la stessa sfida nel 2013 con il progetto Capital Vision 2020 ponendosi come termine il 2020, e all’inizio di giugno, annuncia sempre Anglican News, ha superato la boa. La Diocesi, che comprende gran parte della capitale del Regno Unito, ha infatti raggiunto metà dell’obiettivo di aprire 100 nuovi luoghi di culto. Lo scorso novembre è stata inaugurata la chiesa di St Francis in the Engine Room, la prima nuova chiesa aperta a Londra negli ultimi 40 anni.

Parliamo in questo caso sia di nuove chiese (anche in contesti particolari come scuole o caffè) sia di nuove congregazioni all’interno di parrocchie già esistenti, o di riapertura di chiese che erano state chiuse. Per esempio ne è stata creata una per le persone francofone, che sono diverse centinaia di migliaia, in connessione con le altre comunità francofone della città. Un altro esempio positivo, citato anche in un video della Bbc, è la Kxc, la Kings Cross Church aperta nel 2010 nell’area dell’omonima stazione ferroviaria e rivolta proprio al popolo di viaggiatori. L’età media è di 28 anni e la congregazione è cresciuta da 40 membri a 500 nell’arco di pochi anni. Insomma: c’è fermento in Gran Bretagna!

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