Zimbabwe. Tra luci e ombre verso le elezioni presidenziali

Si vota il 30 luglio. Il dopo Mugabe appare quanto mai incerto. Candidato anche il pastore battista Ewan Mawarire, il promotore dell'iniziativa "This Flag", più volte arrestato negli anni scorsi per aver criticato il regime

Il 58% degli zimbabwani è preoccupato relativamente allo svolgimento delle prossime elezioni presidenziali in agenda il 30 luglio. Lo dice un sondaggio commissionato dal Consiglio delle chiese cristiane del paese africano, secondo cui la maggioranza degli elettori non darebbe credito all’attuale presidente ad interim Emmerson Mnangagwa quando promette elezioni libere e giuste.

La Commissione elettorale dello Zimbabwe ha comunicato che gli elettori fin qui registrati sono 5,69 milioni. Il numero dei seggi elettorali disseminati nel paese saranno 10.985. La Commissione elettorale prevede di reclutare 130mila scrutinatori.

Dal novembre 2017, quando il presidente Robert Mugabe, al potere dall’indipendenza dello Zimbabwe nel 1980, è stato costretto alle dimissioni, il paese sta vivendo una delicata fase di transizione.

Lo scorso 23 giugno, durante un comizio a Bulawayo, un uomo ha lanciato un ordigno esplosivo contro il palco dal quale stava parlando il presidente Mnangagwa, uccidendo due guardie del corpo, e ferendo una cinquantina di persone. Tuttavia, rispetto al clima di violenza pre-elettorale cui erano abituati negli anni passati gli zimbabwani, questa volta sembrerebbe essere diverso: lo scorso 26 giugno una ventina di partiti in lizza hanno firmato un appello alla pace impegnandosi a fare una campagna elettorale non violenta.

Per un sistema democratico, che protegga i più vulnerabili della società, in prima linea da tempo è il pastore Evan Mawarire, fondatore del movimento “This Flag”, che è anche candidato indipendente con la Coalizione POVO (Peoples Own Voice). “Non siamo contenti di come si stanno svolgendo i preparativi del voto”, ha lanciato dal  suo profilo Twitter, chiamando a manifestare oggi, 11 luglio, di fronte alla sede nazionale della Commissione elettorale ad Harare, per elezioni libere e giuste.

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