“Cene dal mondo”: conoscersi con gusto

Parte stasera la rassegna culturale gastronomica che coinvolge i rifugiati del progetto d’accoglienza della Val Pellice

Conoscersi è più facile se a fare da tramite c’è la condivisione del cibo. Da questa considerazione nasce “Cene dal mondo”, la rassegna culturale-gastronomica pensata e realizzata dal Servizio Migranti del Coordinamento Opere Valli della Diaconia Valdese, naturale proseguimento della positiva esperienza di “Rifùgiàti in cucina”. «Attraverso il progetto dello scorso anno – spiega l’operatore Diego Mometti – ci siamo resi conto che la gastronomia è un potente mezzo attrattivo per far conoscere le culture dei rifugiati accolti nei nostri progetti, anche grazie alla forte mediatizzazione che investe la cucina negli ultimi anni». Un programma fitto di appuntamenti lungo tutta l’estate, che partirà proprio questa sera, 13 luglio, a Villa Olanda, con la cena della Costa D’Avorio. «Il primo passo per l’organizzazione – spiega Mometti – è un’indagine conoscitiva volta a scoprire chi realmente è interessato a comunicare attraverso la cucina la propria cultura e devo dire che la cosa ha attirato l’interesse di molti».

Lo spirito dell’iniziativa mira a fare del cibo non solo un’esperienza sensoriale, ma anche culturale: ogni serata è infatti caratterizzata dalla spiegazione dei piatti, non tanto come esecuzione delle ricette quanto di racconto delle tradizioni e della storia che gli sta dietro. Dopo l’appuntamento di questa sera sarà la volta della Siria, poi Marocco, Bangladesh, Africa subsahariana, India, per chiudere il 28 settembre con la cena pakistana. Nell’ottica multidisciplinare dell’iniziativa, alcuni degli appuntamenti saranno affiancati da iniziative culturali attinenti al tema della serata: così la cena siriana sarà seguita dalla proiezione del film di Ziad Doueiri, L’insulto, la cena dell’Africa subsahariana sarà affiancata da un allestimento fotografico relativo all’esperienza sportiva della squadra di curling del Servizio Migranti  e la presentazione del lavoro documentaristico “Ghiaccio” di Tommaso Clavarino. La cena indiana, infine, sarà l’occasione per ascoltare il rap del progetto musicale di un gruppo di richiedenti asilo.

Una rassegna ricca e variegata, quindi, che dà a tutti la possibilità di accostarsi a svariate culture dal mondo attraverso i profumi e i sapori della loro cucina e ai rifugiati l’occasione di raccontarsi attraverso uno dei linguaggi più universali che esistano. L’obiettivo, nell’edizione di quest’anno, è stato di aumentare il livello di professionalità della manifestazione e dare un’opportunità formativa a coloro che hanno scelto di partecipare attivamente al progetto «I richiedenti asilo che partecipano a “Cucine dal Mondo” – racconta Mometti – hanno frequentato un corso di base sulla cucina improntato anche alle norme HACCP sull’igiene che potrebbe risultare spendibile anche in un contesto lavorativo».

Non resta quindi che consultare il calendario e prenotare l’appuntamento (o gli appuntamenti) più stimolanti, per viaggiare simbolicamente attraverso il mondo con una forchetta come mezzo di trasporto.

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