Unione europea e mondo religioso insieme per accrescere i diritti

Importante tavola rotonda a Bruxelles per fare il punto sull'attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali varato lo scorso autunno

Lo scorso 27 giugno il Parlamento europeo ha riunito rappresentanti delle comunità religiose per un dialogo sull'attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali, un «insieme di 20 principi e diritti che sostengono il rinnovo dei mercati del lavoro e dei sistemi di welfare in tutta l'UE» (ne avevamo parlato qui).

Le sfide economiche e politiche hanno danneggiato la qualità della vita di molti in Europa. Il rischio di disoccupazione e povertà rimane elevato, molti hanno un posto di lavoro precario e instabile, i tirocini non retribuiti o sottopagati sono in aumento e l'Europa non soddisfa molti obiettivi delineati nella strategia UE 2020.

Mairead McGuinness, vicepresidente del Parlamento europeo, ha sottolineato l'importanza unica delle chiese e di altre comunità religiose nel rispondere a queste sfide, nella difesa della dignità umana e nel contribuire ai dibattiti politici pubblici. «Siete presenti in ogni città e villaggio nei 28 Stati membri».

I contributi al seminario sul dialogo hanno sottolineato l'importanza della dimensione sociale per il futuro dell'Europa. Luca Jahier, presidente del Comitato economico e sociale europeo, ha rilevato che un terzo di ciò che è scritto nei trattati dell'UE riguarda direttamente le questioni sociali. Altri, compresa la commissaria Birgitte Brekke-Clifton (Esercito della Salvezza), hanno invitato l'UE a garantire finanziamenti per l'attuazione del pilastro sociale e a sincronizzare la sua valutazione con gli obiettivi internazionali di sviluppo sostenibile. Ha anche criticato il Pilastro per non menzionare migranti non dichiarati e richiedenti asilo.

Il metropolita Ignatius di Demetrias e Almyros (Chiesa di Grecia) ha riflettuto teologicamente sulla necessità di condizioni di lavoro e di vita dignitose per tutti. Ha sottolineato che questa è una preoccupazione collettiva, piuttosto che individuale. «Combattere per il tuo pane quotidiano, è un problema pratico. Combattere per il pane quotidiano per il tuo prossimo, questo è un problema spirituale ».

Il pastore Daniel Topalski della Chiesa Metodista Unita in Bulgaria ha notato che le chiese contribuiscono a costruire società di cura e inclusive attraverso il loro lavoro diaconale, e che il Pilastro sociale fa parte dell'anima europea, al fianco di valori come la pace, la solidarietà e l'uguaglianza.

«Il pilastro europeo dovrebbe essere visto come un inizio, non una fine», ha osservato Heather Roy, Segretaria generale di Eurodiaconia, «Ci sono molte cose che devono ancora essere sviluppate, soprattutto a livello nazionale, perché è a quel livello che vedremo i successi del progetto. Dobbiamo difenderci da ogni annacquamento del Pilastro, soprattutto perché potremmo assistere a un cambiamento nel Parlamento europeo dopo le elezioni del prossimo anno».

Il Pilastro europeo dei diritti sociali è stato proclamato congiuntamente e firmato dalla Commissione europea, dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel vertice sociale di Göteborg nel novembre 2017. Le istituzioni europee organizzano regolarmente riunioni ad alto livello e seminari di dialogo con le chiese, non confessionali, e organizzazioni filosofiche come parziale realizzazione dell'articolo 17 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

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