L’empio si converta al Signore

Un giorno una parola – commento a Isaia 55, 7

Lasci l’empio la sua vita e l’uomo iniquo i suoi pensieri; si converta egli al Signore che avrà pietà di lui
Isaia 55, 7

Zaccheo si fece avanti e disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo». Gesù gli disse: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa»
Luca 19, 8-9

Il nostro mondo vive il tempo della barbarie. La nostra società vive il tempo dell’odio.

Oggi l’empio e l’iniquo hanno il volto sadico e suadente di chi promette un mondo ed un tempo migliore, di chi ha perso ogni senso di quel sentirsi essere umani, di quel senso che ci rende tutti e tutte uguali davanti a Dio.

Oggi l’empio ha il volto dei trafficanti di esseri umani che vendono a caro prezzo qualche centimetro quadrato del loro spazio, per lasciar crescere un sogno che spesso finisce per affondare.

L’uomo iniquo ha il volto di coloro che non accolgono quelli per cui quel sogno di libertà è diventato realtà, che non accolgono in nome di qualche presunto diritto a poter essere primi nel godere di ciò che un paese può offrire.

L’empio ha la voce sgradevole e sinistra di chi proclama i diritti solo per chi ne ha diritto, di chi urla legalità anche a costo di armare spregiudicatamente mani illegali.

L’iniquo ha il passo pesante e schiacciante di chi guarda solo al proprio interesse personale a scapito di tutti gli altri, di colui che veste i panni dell’agnello pur essendo un lupo.

A tutti costoro è rivolta la Parola di Isaia: convertitevi! Un appello che non ammette ritardi, un grido disperato che cerca una risposta pronta e definitiva. Isaia non minaccia il giudizio di Dio, ma promette la sua «pietà», non scoraggia con visioni infernali, ma convince con un annuncio d’amore. Amen!

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