Dio è al nostro fianco

Un giorno una parola – commento a Romani 8, 31

Egli ti coprirà con le sue penne e sotto le sue ali troverai rifugio
Salmo 91, 4

Che diremo dunque riguardo a queste cose? Se Dio è per noi chi sarà contro di noi?
Romani 8, 31

La domanda: «Che diremo dunque?» è utilizzata dall’apostolo Paolo per introdurre la conclusione personale di quanto ha detto in precedenza. Visto che Dio è per noi, chi sarà contro di noi? L’affermazione: «Dio è per noi» è parte dell’evangelo. Dio è al nostro fianco, non perché a nostra disposizione per la realizzazione di nostri progetti, ma nel senso indicato dall’evangelo e, cioè, come Signore nostro che ci ha chiamati per sé. Per Paolo si tratta di un dato di fatto che è il fondamento della fiducia espressa nella successiva domanda retorica: non c’è nessuno e nessuna forza ostile di cui dobbiamo temere.

In sostanza ci troviamo di fronte a un bellissimo inno che è il canto di vittoria di uomini e donne che si devono confrontare con sofferenze, prove, ostacoli. Dio, infatti, è stato pronto a donarci il Figlio come via di liberazione e di salvezza.

Paolo elenca alcune realtà che si possono frapporre tra Cristo e il/la discepolo/a: la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo e la spada. È la realtà che ogni cristiano/a incontra nel cammino della quotidianità della vita.

Ma l’apostolo alla fine conclude: «Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore» (Romani 8, 38-39).

«Signore, calma tu le onde in questo petto, calma le tempeste! Anima mia taci, che Dio possa agire in te. Anima mia mettiti in pace, possa Dio riposare in te e la Sua pace possa coprirti con la sua ombra» (Soren Kirkegaard).

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