No ai docenti di religione cattolica nelle Commissioni d’esame per la terza media

Il Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia punta il dito contro l’introduzione di docenti di insegnamento della religione cattolica (Irc) nella Commissione dell’Esame di Stato

Il Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), nella sua seduta del 5 maggio, ha aderito al documento “Docenti IRC commissari d’esame?” del Coordinamento nazionale “Scuola e Costituzione”. Il documento, già inviato al Miur e sottoscritto anche dal “Comitato bolognese Scuola e Costituzione” e dall’”Associazione nazionale per la Scuola della Repubblica”, punta il dito contro l’introduzione di docenti di insegnamento della religione cattolica (Irc) nella Commissione dell’Esame di Stato di terza media.

Sul banco degli imputati è il decreto legislativo 62/2017 che stravolge le disposizioni precedenti in merito. Con la nuova disposizione di legge possono ora far parte della Commissione d’esame «tutti i docenti del Consiglio di Classe», e quindi anche i docenti Irc. Denunciando «l’incongruenza di tale nuova norma», i firmatari del documento – che da anni si battono per il rispetto della laicità della scuola e dello Stato – parlano di «discriminante nei confronti di coloro che non hanno scelto alcuna attività o la non presenza a scuola durante l’Irc».

Il documento rivolge al Miur una richiesta urgente di chiarimenti, e in particolare chiede di sapere se «l’Irc sarà materia d’esame. E se non lo sarà, a qual fine la presenza del docente?». Inoltre, chiede di sapere se «nella prova d’esame, a differenza di quanto avviene nelle operazioni di scrutinio, i voti sono soltanto numerici: è quindi prevedibile una valutazione numerica dell’Irc?». In conclusione chiede di sapere se «il docente Irc, nella votazione per promozione o bocciatura, si comporta come previsto nel DPR 202/1990, ossia non vota se il suo voto fosse determinante».

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