Scoprire Dio nel volto del prossimo

Un giorno una parola – commento a I Giovanni 4, 12

Salomone disse: «Ecco, i cieli e i cieli dei cieli non ti possono contenere; quanto meno questa casa che io ho costruita!»
I Re 8, 27

Nessuno ha mai visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e il suo amore diventa perfetto in noi
I Giovanni 4, 12

Nella sua negazione, Giovanni fa un’affermazione basilare: possiamo scoprire Dio nel volto degli altri. E quel Dio che scopriamo rimane in noi e il suo amore diventa in noi perfetto.

John Wesley parlava del cammino dell’uomo verso la santificazione e a proposito dell’amarsi gli uni e gli altri parlava di una santità esteriore, affermando che il cristianesimo è una religione sociale, dove non c’è posto per l’isolamento, ma solo per il costante rapporto con gli altri.

In un suo sermone scriveva: «Una religione segreta, che non può essere osservata non può essere la religione di Gesù Cristo. Non è cristianesimo».

La santità che Dio ci dona non deve essere un tesoro nascosto. Eppure noi la nascondiamo anche quando viviamo il nostro rapporto con Lui in maniera esclusivamente privata, quando non cerchiamo il suo volto nel volto degli ultimi e impediamo a Lui di rimanere in noi.

I doni che Dio ci ha fatto allora non siano solo un bagaglio di cose belle di cui vantarci e da conservare gelosamente, ma siano doni da spendere quotidianamente alla ricerca della verità, al raggiungimento della giustizia e della pace.

L’esempio del Cristo, che come scrive Paolo ai Filippesi (2, 6) «non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente», ci guidi ogni giorno. Amen!

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