«Un ospedale deve anche formare, non soltanto curare»

L’interessante apertura alla città dell’Ospedale evangelico di Genova con un seminario per addetti ai lavori e cittadini sui temi scomodi della bioetica

«Mi piace pensare all’ospedale come a un luogo aperto alla cittadinanza, un luogo non soltanto di cura ma di prevenzione, sensibilizzazione, incontro». Questa interessante prospettiva, espressa da Barbara Oliveri Caviglia, presidente dell’Ospedale evangelico internazionale (Oei) di Genova, sta alla base del ciclo di quattro incontri che prenderà l’avvio giovedì 12 aprile nell’aula multimediale del Presidio di Voltri.

Un seminario, le cui iscrizioni si sono chiuse il 30 marzo, rivolto prima di tutto agli operatori sanitari (sono infatti riconosciuti crediti formativi in etica, bioetica e deontologia) ma pensato anche per i cittadini. Come spiega infatti Oliveri Caviglia, la partecipazione della cittadinanza «è auspicata, come per la maggior parte delle iniziative che organizziamo come ospedale. Vista la grande ignoranza che regna su questi argomenti, e il fatto che oggi la maggior parte delle notizie è fuorviante e non corrisponde a verità, ci rivolgiamo ai cittadini che vogliano avere maggiori informazioni, in particolare da parte di esperti».

Si tratta anche di un modo per far conoscere la realtà protestante e le sue posizioni sui temi della bioetica, infatti questo seminario è nato, racconta Caviglia, «durante un incontro con i pastori che compongono il consiglio di amministrazione, William Jourdan della chiesa valdese, Lino Gabbiano della chiesa battista ed Elizabeth Kruse della chiesa luterana. Abbiamo ragionato su come farci conoscere di più dal personale dell’ospedale, in particolare da quello del presidio di Voltri, che ci conosce da meno anni rispetto a chi lavora nella sede storica di Castelletto.

Tra le varie iniziative abbiamo pensato di offrire degli incontri, come spazio di discussione e formazione mettendo a confronto prospettive differenti per fare conoscere il punto di vista evangelico su temi legati all’attualità biomedica». Gli argomenti che saranno presentati, ponendo a confronto prospettiva protestante e prospettiva medica (che ovviamente non si escludono a vicenda, anzi in più di un caso sono compresenti), sono in effetti molto attuali e scottanti: «Dal rapporto tra medico e paziente, al “consenso informato”, dal biotestamento alla normativa sulle vaccinazioni, e infine un incontro che si terrà il 21 giugno e condensa un po’ tutti i temi precedenti, su “L’altro diverso da me: rapportarsi all’altro nel contesto ospedaliero”».

L’idea, conclude Caviglia, «è fare conoscere la nostra idea di sanità, che vuole mettere il malato al centro di un percorso di cure che deve essere sempre rispettoso della sua dignità, parlando concretamente di argomenti che riguardano la salute delle persone e che possono suscitare l’interesse di tutti. Abbiamo la fortuna di avere due ospedali evangelici in Italia, a Genova e Napoli (purtroppo sono rimasti solo due) che possono prestare la loro opera verso il prossimo sofferente, in cui possiamo dire e fare molto su tutto ciò che è accoglienza, ascolto, accompagnamento, rispetto».

L’appuntamento è quindi per il 12 aprile dalle 11,30 alle 13,30 con gli interventi del dott. Gaddo Flego, direttore sanitario dell’Oei, e del pastore William Jourdan, moderati dal pastore Lino Gabbiano, sul tema «Il rapporto tra medico e paziente nell’epoca del consenso informato». L’incontro seguente si terrà il 19 aprile con Massimo Costantini e Luca Savarino, su «Biotestamento: sfida o opportunità? La legislazione sulle direttive anticipate di trattamento». Il 17 maggio si parlerà di «Vaccinati a tutti i costi? La normativa sulle vaccinazioni tra consenso e dissenso» con Lorenza Ferrara e Tullio Florio. E infine l’incontro del 21 giugno «L’altro diverso da me: rapportarsi all’altro nel contesto ospedaliero» con Paolo Peloso e Lino Gabbiano.

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