Praticare la dolcezza

Un giorno una parola - commento a Salmo 96, 2

Cantate al Signore, benedite il suo nome, annunciate di giorno in giorno la sua salvezza!
Salmo 96, 2

Dopo che ebbero cantato l’inno, uscirono per andare al monte degli Ulivi
Marco 14, 26

 

Oggi, primo giorno della settimana di Pasqua, il salmista ci indica tre azioni da compiere: cantare, benedire, annunciare. Tre azioni da compiere con la nostra voce, col nostro cuore, tre azioni legate fra di loro.

Non possiamo cantare, se non ci obblighiamo a conseguire un’armonia di vita, a far tacere il rumore disordinato che troppo spesso riempie la nostra anima e la nostra mente. Ogni melodia è portatrice di una dolcezza.

Non possiamo benedire, se non ci sforziamo di cercare il buono nelle cose che ci circondano, nelle persone con cui vogliamo o dobbiamo avere una relazione. Benedire equivale a spendere parole dolci.

Non possiamo annunciare, se non abbiamo nulla da dire, se la voglia di parlare o di gridare l’abbiamo soffocata sotto un tappeto di indifferenza, di solitudine, di violenza fisica o anche solo verbale, insomma nella mancanza di dolcezza.

Cantare, benedire e annunciare hanno bisogno di dolcezza. La dolcezza può essere davvero rivoluzionaria in un mondo dominato dall’odio, dalla violenza, dalla guerra: mettiamo fiori nei nostri cannoni! La dolcezza può cambiare la nostra vita, e quella delle persone con cui vogliamo o dobbiamo avere una relazione.

Tutti sappiamo che mondo è, purtroppo, quello in cui viviamo. Possiamo praticare la dolcezza in un mondo fatto così? Oppure, proprio perché il mondo è fatto così, l’unica speranza è la dolcezza contagiosa? Per orientarsi sulla seconda opzione occorre la fede, occorre Dio. Gesù è la dolcezza di Dio per noi, il divino canto armonioso, la benedizione della nostra esistenza, l’annuncio di una relazione d’amore.

Gesù viene a noi in modo vero, profondo, e ci parla del Padre che accoglie il figliol prodigo abbracciandolo, del Dio che ci accoglie per offrirci dolcezza e serenità. La relazione che Cristo vuole con noi, quotidiana e duratura, è la salvezza di chi si sa oggetto della dolcezza di Dio, di chi sa che la dolcezza vince il male e la morte, di chi ora può cantare, benedire e annunciare l’amore di Dio.

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