La luce di Cristo

Un giorno una parola – commento a Giovanni 8, 12

Il Signore, il tuo Dio, ti ha seguito nel tuo viaggio attraverso questo grande deserto
Deuteronomio 2, 7

Gesù Cristo dice: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita
​Giovanni 8, 12

 

Il peccato della donna adultera era sotto la luce abbagliante della condanna dei lapidatori. Il Signore Gesù Cristo estende questa luce puntata sulla colpevole a tutta la comunità condannante (“Chi è senza peccato…”).

Poi, rimasto solo con la donna, le parole di Cristo accendono un’altra luce: il giudizio di Dio è condanna del peccato e giustificazione della peccatrice. Mentre il giudizio del mondo è sempre il contrario: condanna del peccatore (“finalmente, quel delinquente!”) e giustificazione del peccato (“tanto questo lo fanno tutti”). Gesù Cristo è la luce del mondo. Rivela, orienta e guida. Una luce che viene immediatamente contestata dai farisei, e accusata di essere una luce falsa, come falsa, secondo loro, era la testimonianza della relazione tra Gesù e il Padre.

E, dopo un escalation di rivelazione e di polemica, il capitolo termina con il tentativo di lapidare Gesù. Le pietre che sono state risparmiate all’adultera saranno lanciate contro Gesù stesso. Gesù Cristo è la luce di un mondo che ha scelto le tenebre. Ma la sua luce è efficace per tutti quelli che sono stati chiamati a seguirlo. In mezzo alla tenebra che condanna il peccatore e giustifica il peccato, la luce di Cristo risplende.

Chi segue questa luce avrà la luce della vita, una vita perdonata da Dio e liberata dal peccato. Questa è la luce modesta e straordinaria, contestabile ed efficace, che è il Signore Gesù Cristo e che, oggi come allora, è rivelazione e punto di riferimento per ognuno che intende seguirlo.

Chi lo farà, non sarà mai lasciato nelle tenebre. Conoscerà il solo vero Dio, il suo giudizio e la sua grazia presenti e vincenti nella persona del suo Figlio eterno.

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