Il «culto della memoria»

Una modalità di incontro pensata per le persone affette da demenza, per ricreare una comunità intorno a loro attraverso la musica, il dialogo, le attività creative

Un nuovo tipo di culto per le persone affette da demenza e per chi se ne prende cura.

Accade dal 2016 nella Chiesa metodista di Leigh-on-Sea, cittadina di 20.000 abitanti a una sessantina di km da Londra. In questa comunità, membro della Dementia Action Alliance (Daa), si è pensato di creare uno spazio chiamato Memory Worship, «culto della memoria», per richiamare alla mente il passato, creare la giusta atmosfera di benessere, familiarità e pienezza spirituale.

Infatti, spiega la chiesa sul sito della Daa, «quando un membro di chiesa sviluppa questa malattia, si isola gradualmente, si sente emarginato, gli altri si sentono a disagio nel comunicare con lui o lei e riducono i contatti, pensando di non poter apportare alcun beneficio. Ma le persone con demenza hanno gli stessi bisogni spirituali di tutti gli altri (amore, speranza, fede, adorazione, creatività) nonostante gli impedimenti oggettivi. Il nostro obiettivo è aiutare queste persone nelle loro esigenze spirituali, innanzitutto aiutando i nostri membri di chiesa a comprendere la demenza e i suoi effetti sulla vita quotidiana e spirituale».

Per creare le giuste condizioni viene utilizzata in particolare la musica: cantare inni ben conosciuti (magari imparati da bambini alla scuola domenicale), così come rileggere passi biblici familiari, può aiutare molto, tenendo conto che spesso questo tipo di patrimonio di conoscenze e memoria è uno dei pochi a rimanere intatto nelle persone colpite da demenza. Accanto al culto, che dura mezz’ora, vengono poi svolte attività di interazione tra i partecipanti, un’ulteriore opportunità di conversazione e approfondimento sul tema trattato. Infine, un’attività creativa contribuisce a mantenere o rafforzare le loro abilità manuali.

L’iniziativa, che si svolge il lunedì pomeriggio (dalle 14 alle 16) una volta al mese, è aperta a tutti quanti vogliamo condividere questo momento comunitario, e si basa su un numero consistente di volontari formati a questo scopo. Ogni incontro è incentrato su un tema, ad esempio «In Dio troviamo gioia», «In Dio confidiamo», «In Dio troviamo forza»… «Nel culto della memoria», spiega la pastora Julia Monaghan, «crediamo in un Dio che ci accetta e ci viene incontro così come siamo oggi».

Uno degli obiettivi della comunità per il 2017-2018 è diventare una comunità dementia friendly, cioè «un luogo dove le persone affette da demenza possano sentirsi capite, rispettate e sostenute, dove possano sentire di contribuire alla vita della comunità stessa». Un percorso su cui anche le chiese protestanti italiane e le loro opere stanno lavorando da tempo: la val Pellice, in particolare, con il Rifugio Re Carlo Alberto in prima linea, ha ottenuto riconoscimenti in questo ambito (ne avevamo parlato qui  e qui).  Recentemente, la rete degli «amici della demenza» si è ampliata con la collaborazione della Fondazione Cosso di Miradolo (l’evento si terrà domani, sabato 17 marzo).

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