Aumentaci la fede!

Un giorno una parola – commento a Luca 17, 5

Signore, i tuoi occhi non cercano forse la fedeltà?
Geremia 5, 3

Gli apostoli dissero al Signore: «Aumentaci la fede!»
Luca 17, 5

Allora dissero al Signore… e oggi, che diciamo al Signore? Mi chiedo se possiamo dire altro che: «Aumentaci la fede»? Sì, questa è la nostra preghiera, la preghiera non solo della nostra chiesa, ma anche del nostro mondo: «Aumentaci la fiducia». Abbiamo bisogno di fiducia, di più fiducia.

Il primo crollo della fiducia è la nostra nascita. Poi siamo stati recuperati con tanto amore, con la totale affidabilità dei servizi: quando ebbi fame mi diedero da mangiare, quando ebbi sete mi diedero da bere, quando fui nudo mi coprirono, quando mi sentivo estraneo, mi accolsero, quando fui solo mi visitarono. Avevo fiducia.

In seguito la nostra fiducia è crollata tante volte: la fiducia nelle funzioni del proprio corpo; la fiducia in coloro che hanno avuto la nostra fiducia; la fiducia in idee ed insegnamenti. Ne abbiamo viste crollare di fiducie. Assistiamo al crollo delle fiducie, al crollo delle fedi.

«Aumentaci la fede» gridiamo con tutta la creazione, una preghiera piena di quell’umanità che crede nell’aumento, che non ha mai abbastanza, che in fondo crede in se stessa, nelle proprie possibilità. Ma la fede non si può produrre né aumentare.

Infatti, non è la preghiera il punto decisivo che cambia le sorti dell’umanità, bensì il fatto che è rivolta a Gesù, a colui che è affidabile, a colui che è credibile. La fiducia nasce dall’affidabilità di chi si rivolge a te e ti parla, ponendo in te la sua fiducia, la sua fede.

  

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