Che aria respiriamo a Pinerolo e nelle valli?

Il problema è la mancanza di centraline che non possono segnalare altri dati in altre zone. Pinerolo è stata fuorilegge soltanto nel 2017

Fanno sempre notizia gli sforamenti e i blocchi del traffico a Torino, dovuti al sistematico superamento dei limiti di inquinamento. Ma nelle valli del Pinerolese e a Pinerolo, quali sono i dati per valutare la qualità dell’aria?

I dati del Pinerolese dicono che la qualità dell’aria è abbastanza buona e l’inquinamento tenuto sotto i limiti di legge. Il problema però è che in tutta la zona è presente una sola centralina, in posizione fissa, a Pinerolo, in via Oberdan, nei pressi di Piazza Terzo Alpini.

Arpa Piemonte pubblica quotidianamente i dati sulla qualità dell’aria nel territorio regionale, organizzati su una mappa raggiungibile dalla home page del sito. In questa mappa l’utente ha la possibilità di valutare e verificare i dati della media giornaliera di PM10, del massimo valore orario giornaliero registrato di Biossido di azoto (NO2) e del massimo valore giornaliero della media su otto ore di ozono (O3). Inoltre, non manca una legenda nella quale si spiega come leggere i dati.

Partendo da queste informazioni, Francesco Lollobrigida, responsabile tecnico della rete di Arpa Piemonte per le zone della Città Metropolitana di Torino e dirigente chimico di I livello, in un’intervista rilasciata a Radio Beckwith Evangelica, spiega che «Pinerolo rispetta entrambi i limiti del PM10, cioè sia il limite di valore giornaliero di 50 microgrammi (µg) per metro cubo, sia quello del numero di giorni di superamento entro i quali rimanere per evitare di creare danni alla salute umana», racconta Lollobrigida. «Negli ultimi anni siamo stati ampiamente sotto il limite di 35 giorni, l’abbiamo sforato una ventina di volte». Fa eccezione proprio il 2017, un anno segnato da una pesante siccità. «Un anno molto critico», lo ha definito Lollobrigida. Nel 2017 Pinerolo ha infatti superato il limite 38 giorni, di poco oltre i limiti di legge. «La stabilità atmosferica – che ha caratterizzato lunghi periodi del 2017 – determina il confinamento degli inquinanti», ed è questo ad alzare il livello di inquinanti registrati dalle centraline. È quello che succede tutti gli anni in Pianura Padana, una delle zone con maggior stabilità atmosferica e anche tra le più inquinate d’Europa.

Tuttavia, il fatto di avere una sola rilevazione in tutta la zona impone di limitare i giudizi, al punto da poter affermare soltanto che la centralina di Pinerolo in via Oberdan rispetta i limiti, ma non si può essere certi della stessa affermazione per l’intera città di Pinerolo o per le valli alpine.

Il problema, quindi, è la mancanza di altre centraline. Nella sezione Geoportale del sito di Arpa Piemonte è disponibile la mappatura di tutte le centraline piemontesi, da cui è possibile ottenere alcuni spunti di riflessione. Quali valori potrebbero segnalare, per esempio, eventuali centraline all’incrocio tra corso Torino e via Saluzzo o tra corso Torino e corso Bosio, due tra i luoghi più trafficati di Pinerolo?

In realtà una valutazione sarebbe possibile anche senza postazioni fisse: l’Arpa, per il territorio della Città Metropolitana, ha infatti a disposizione anche due centraline mobili, montate su piccoli furgoni, attrezzati a rilevare la presenza di 12 inquinanti nell’aria. Il Comune è tenuto a garantire l’occupazione del suolo pubblico e l’allacciamento alla rete elettrica, il cui consumo è pagato da Arpa Piemonte, ma al di fuori di questo non ci sono costi, perché si tratta di interventi legati alla salute pubblica.

L’analisi dei dati spiega molto, ma uno dei fattori più importanti per abbattere gli inquinanti rimane comunque il meteo. È proprio Lollobrigida a confermarlo. «È fondamentale, perché grazie alle correnti e ai venti, gli inquinanti non ristagnano e vengono spazzati via».

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