«Mai più sole: insieme contro la violenza sulle donne»

Un nuovo progetto della Diaconia valdese al «Passo» e ai «bagni pubblici» di via Aglié a Torino

«Mai più sole: insieme contro la violenza sulle donne» è il titolo di un nuovo progetto della Diaconia valdese.

Viene realizzato nel quartiere Barriera di Milano, con la collaborazione di associazioni impegnate nel contrasto alla violenza di genere.
Il progetto presentato dalla Diaconia, e accolto dal Comune di Torino, prevede l’apertura di due sportelli di ascolto e confronto per donne. Mentre il primo, già attivo, si trova a «Il Passo Social Point» in via Nomaglio, l’altro aprirà a breve ai bagni pubblici di via Aglié.
Sarà attivato anche un percorso nelle scuole, che seguirà la linea progettuale del «Mi fido di te», realizzato con successo negli istituti del Pinerolese e anch’esso legato alle questioni di genere.

«Mai più sole, insieme contro la violenza sulle donne» è stato attivato a dicembre 2017, e Kassida Khairallah è una delle referenti del progetto. Mediatrice culturale, lavora al Passo come operatrice presso lo sportello «Mai più sole». «Il Comune di Torino – racconta Khairallah ai microfoni di Radio Beckwith evangelica – ha indetto un bando per la creazione di un progetto per prevenire la violenza, il maltrattamento delle donne; la Diaconia ha risposto all’appello e l’assessorato alle pari opportunità ha gradito la nostra proposta, e siamo dunque partiti. Si tratta al momento di uno sportello aperto nei locali del Passo Social Point in via Nomaglio, cui a breve ne seguirà un altro ai bagni pubblici di via Agliè, sempre in Barriera di Milano, zona caratterizzata da una forte presenza di popolazione straniera». Lo scopo è quello di «accogliere, ascoltare le donne vittime di maltrattamenti e violenze, e al contempo favorire la presa di coscienza dei propri diritti, aiutare l’empowerment, la crescita della consapevolezza della donna. Spesso non vengono direttamente le vittime a trovarci, ma le amiche che prendono informazioni per poi parlarne con l’interessata che in un secondo momento si avvicina a noi». Non solo un luogo sicuro, ma anche un attore capace di far prendere coscienza del male patito: «Spesso le donne credono che il compagno o marito abbia in qualche modo diritto a trattarle male, come fosse parte di un ruolo, tendenza che si nota non solo fra la popolazione straniera. Bisogna educare a una vera parità».

E per educare bisogna partire dalle scuole, i laboratori in cui si formano le relazioni e i caratteri delle nuove generazioni. Non a caso la seconda parte del progetto si concreta proprio in attività rivolte alle medie superiori cittadine: «Con gli studenti si ragiona sugli stereotipi legati ai modelli maschili e femminili nella nostra società, anche rispetto alle culture dei compagni di classe che magari provengono da Paesi lontani. Con attività teatrali, giochi, educazione diretta, le ragazze e i ragazzi diventano protagonisti di un percorso che li porta ad aprire gli occhi su piccoli e grandi abusi quotidiani, e li educa a riconoscere quando è in atto un maltrattamento o una degenerazione dei rapporti affettivi. Non solo in senso fisico, ma anche psicologico e morale».

La crescita di passaggi allo sportello e l’interesse dei plessi scolastici testimoniano la bontà dell’iniziativa, con un passa parola che è evidentemente segnale del buon lavoro svolto.

Al momento lo sportello è attivo in via Nomaglio il mercoledì dalle 9 alle 15 e il venerdì dalle 12 alle 18, ma presto metà di queste ore verranno realizzate nei vicini bagni pubblici di via Agliè. Maggiori informazioni si possono trovare sulla pagina Facebook del «Passo Social Point» e sul sito della Diaconia valdese.

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