Allegri, pazienti e perseveranti

Un giorno una parola – commento a Romani 12, 12

Il Signore, Dio, toglierà via da tutta la terra la vergogna del suo popolo
Isaia 25, 8

Siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera
Romani 12, 12

 

Le parole dell’apostolo Paolo si presentano come esortazione: dopo la sezione teologica, si chiude con l’esortazione. Ma questa non va intesa solo alla luce del vocabolario italiano. Le parole contengono anche un’indicazione interpretativa da tenere presente. Allegri nella speranza: come essere allegri di una promessa che deve ancora attuarsi, di una speranza ancora attesa? La speranza cristiana ha un fondamento particolare: si spera in una parola di Dio, in una sua promessa. Di conseguenza si vive già oggi come se quella promessa fosse realtà storica: questa è la speranza per i credenti. Si vive anticipando una realtà che rimane promessa; ma sappiamo che Dio mantiene la sua parola e noi la viviamo come una speranza viva. Confidare in Dio è motivo di gioia e di allegrezza.

Pazienti nella tribolazione: chi di noi non rimane turbato a fondo per problemi e conflitti? In questi casi il senso della misura si annebbia, le parole e le azioni vanno spesso oltre la nostra intenzione. Non sempre siamo sconvolti per la semplice presenza di problemi e di tribolazione, quanto piuttosto dal non conoscerne la causa, il loro termine, né la possibile soluzione. Ci turbiamo per questo. L’esortazione è diretta alla pazienza: con la calma e la serenità, nonostante tutto, la soluzione è più vicina e più semplice di quanto pensiamo.

Perseveranti nella preghiera: uno si potrebbe chiedere che cosa c’entri la preghiera con la speranza e con la tribolazione. Gli psicoterapeuti ci insegnano che parlare di un problema con qualcuno ci aiuta a intravederne la soluzione. Questo meccanismo psicologico è presente nel nostro testo (che è stato scritto duemila anni prima di Freud e compagnia). La preghiera rivolta a Dio ci dà serenità e calma che ci aiutano a leggere anche le situazioni più difficili con partecipazione. La preghiera è una risorsa spirituale per la nostra vita quotidiana, non possiamo rivolgerla a Dio soltanto nelle situazioni di sofferenza e di conflitto: oltre che richiesta, la preghiera è anche lode.

 

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