Al principio di un nuovo anno

Un giorno una parola – commento a Salmo 116, 7

Ritorna, anima mia, al tuo riposo, perché il Signore t’ha colmata di grazie
Salmo 116, 7

Il mio Dio provvederà abbondantemente a ogni vostro bisogno secondo la sua gloriosa ricchezza, in Cristo Gesù
Filippesi 4, 19

 

Oggi è l’inizio «operativo» di un nuovo anno: il periodo delle vacanze si avvicina al suo termine. Salvo il mondo della scuola, tutte le altre attività riprendono il loro normale corso: la settimana riprende il suo ciclo abituale. Ma inizia anche un nuovo periodo della nostra vita e va affrontato. Con quali pensieri? Dominano delusioni e preoccupazioni, oppure ci rifugiamo nella speranza in attesa di un prossimo rinnovamento? Vale a dire: siamo determinati dal passato, oppure ci affidiamo al futuro? Passato e futuro si intrecciano del continuo nei nostri pensieri, perché si appartengono reciprocamente. Se li separiamo sfiguriamo la nostra umanità.

Se ci rifugiamo nel passato, annulliamo il nostro presente. Quello che siamo oggi è certamente determinato dal nostro vissuto, ma questo non deve chiuderci al nuovo che viene del continuo e che rinnova noi, quelli vicino a noi e per tutto l’umanità. La nostra vicenda è piena di passato, ma non si esaurisce in esso. In verità, non è ancora definito quello che saremo, ogni nuovo giorno ci porta qualcosa e ci rinnova. Riferirsi esclusivamente al passato annulla quella parte della nostra vita che ancora non conosciamo e che va accolta con gioia.

Similmente, se ci rifugiamo esclusivamente nel futuro, allora neghiamo la nostra storia e quello che siamo stati fino a oggi. Così si lascia spazio soltanto ai sogni e alle illusioni, dimenticando chi siamo e la realtà nella quale viviamo. Quasi che il semplice pensiero possa modificare quello che siamo o, peggio, annullare del tutto la storia che ci ha determinati. Il futuro illusorio brucia del tutto il nostro passato e nega la nostra identità. Una cosa è sperare, altra illudersi.

«Ritorna, anima mia, al tuo riposo»: questa è l’indicazione del salmista. Il riferimento è alla grazia di Dio, quel Dio che era, che è e che viene. In questa realtà di Dio dobbiamo sperare e vivere.

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