Incontrarsi fa bene

Un film, in uscita domani, racconta la storia di due comunità, una birmana e l’altra statunitense, riunitesi nel Tennessee per sopravvivere

La storia di un gruppo di profughi provenienti dalla Birmania ha contribuito a salvare una piccola chiesa episcopale nello stato americano del Tennessee. La storia è stata trasformata in un film da domani nelle sale cinematografiche.

«All Saints», Tutti i santi uscirà, per ora, nelle sale dell’America settentrionale e poi la programmazione proseguirà a livello internazionale.

Il film racconta la storia della piccola congregazione di Tutti i santi rivitalizzata dall’arrivo di una piccola comunità giunta da Smyrna in Birmania (Myanmar). Solo pochi anni prima la comunità episcopaliana aveva pensato di sospendere le attività comunitarie di culto, ma grazie alla richiesta d’aiuto della comunità di rifugiati birmani, è riuscita a trovare nuova linfa vitale e spirituale.

«Molti personaggi del film sono membri della nostra congregazione e riconoscibili – è stato ricordato in un comunicato stampa della Chiesa episcopaliana statunitense –. Non è una storia del passato né, tantomeno, una storia immaginaria: è una storia vera, quella della nostra comunità».

Dunque, una vicenda «vera e dedicata alle persone che hanno dato vita a questa chiesa rinnovata che era prossima alla chiusura», ha affermato la Fondazione cristiana episcopaliana per il Soccorso e lo Sviluppo (Pwrdf) del Canada che ha sponsorizzato il film e le sue anteprime.

La storia inizia con un’ex venditore di auto usate, diventato poi il sacerdote Michael Spurlock (interpretato nel film da John Corbett), il quale arriva a Tutti i santi con il compito di gestirne la chiusura, incontrandosi con gli ultimi 12 membri di chiesa rimasti. Lo scrupolo iniziale diviene per Spurlock un macigno. Accompagnare quella piccola comunità di fedeli allo scioglimento è ciò che Dio lo ha davvero chiamato a fare?

D’improvviso, un bel giorno arriva nella piccola chiesa Ye Win, il capo di un gruppo di profughi dello Stato del Karen in Birmania, si rivolge alla comunità per chiedere aiuto e ospitalità, spiegando al sacerdote che il gruppo di fedeli da lui rappresentato è anglicano e che ha bisogno di un luogo dove potersi ritrovare a pregare insieme: «in quanto ex colonia britannica, i popoli Birmani hanno imparato a conoscere Gesù Cristo», ricorda Win a Spurlock. Per le continue tensioni e conflitti, siamo stati costretti a rifugiarci nella giungla confinati in campi profughi – prosegue Win –, il nostro sollievo arrivava da una capanna, destinata a chiesa e dove sedevamo su sacchi di riso, pregando e leggendo la Scrittura».

Un incontro fortunato tra le due piccole comunità perché «Tutti i Santi ricorda che anche quando ci sentiamo soli, in realtà non lo siamo e che facciamo parte di una comunità», ricorda l’organizzazione canadese che ha sostenuto il film, proseguendo «dobbiamo guardare sempre avanti e non vergognarci di chiedere aiuto. Questo è un esempio dirompente di come Dio ci ha chiamati ad accogliere lo straniero, proprio oggi che rifugiati e sfollati attraversano quotidianamente le nostre frontiere».

Il film è stato scritto da Steve Armor e diretto da Steve Gomer. Gli attori e le attrici sono: Cara Buono, John Corbett, Barry Corbin, David Keith, Gregory Alan Williams e Patrick Johnson. L’opera è stata realizzata da Affirm Films ed è distribuita dalla Sony Pictures International.

La prima è prevista domani, 25 agosto.

Immagine: un'immagine dal set di All Saints, via Facebook

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