Riconosci dunque che il Signore, il tuo Dio, è Dio: il Dio fedele, che mantiene il suo patto e la sua bontà fino alla millesima generazione verso quelli che lo amano e osservano i suoi comandamenti
Deuteronomio 7, 9

Così prega Gesù: «Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo»
Giovanni 17, 3

Questo versetto, secondo i nostri odierni criteri di valutazione, si trova in un contesto alquanto problematico. In tutto il capitolo 7 del Deuteronomio la promessa e la minaccia si alternano. In particolare i primi versetti del capitolo contengono ordini di distruggere le popolazioni autoctone della terra di Canaan (tu li voterai allo sterminio, v. 2) insieme ai loro riti e alle loro credenze religiose (demolirete i loro altari, spezzerete le loro statue, abbatterete i loro idoli d’Astarte e darete alle fiamme le loro immagini scolpite, v. 5). Cose da far venire brividi…

La storia dell’Antico Israele, studiata a fondo da Jan Alberto Soggin (1926-2010), professore della Facoltà valdese e biblista accreditato nella comunità accademica mondiale, sembra invece dimostrare il contrario di ciò che afferma Deuteronomio 7. La conquista della Terra Promessa è avvenuta gradualmente. Ci sono sati sicuramente combattimenti e scontri ma le varie forme di osmosi culturale e religiosa (inclusi i matrimoni misti) hanno giocato un ruolo di primo piano in tale processo.

Il versetto 9 dunque, abbastanza positivo e rassicurante, andrebbe letto non solo nel contesto del capitolo 7 ma piuttosto nella prospettiva della vera e propria confessione di fede che è Deuteronomio 6, 5-6: Ascolta, Israele… Ascoltare e riconoscere. Il verbo «riconoscere», interpretato alla luce della confessione di fede, significa diventare consapevoli. Consapevoli che Dio è fedele anche a chi non è fedele a Lui. Questo è il paradosso del peccato e della grazia. Il paradosso che è pienamente visibile nella croce di Cristo: uno strumento di tortura e di morte che diventa annuncio e garanzia della vita eterna per tutti gli esseri umani e per il creato intero.

Immagine: di vitanovski, via istockphoto.com