La storia è una storia di coscienza, libertà e grazia

Torino: tre giorni per capire i legami tra cinema e Riforma protestante

Tre pomeriggi di proiezione, al Cinema Massimo, collegato al Museo nazionale del Cinema di Torino, cercheranno di offrire una serie di pellicole attinenti la Riforma protestante. L’iniziativa, dal titolo «L’altro Cristianesimo. Coscienza, libertà, grazia in 500 anni di Riforma protestante», è stata assunta dalla chiesa valdese di Torino in collaborazione con il Museo e la Fondazione Maria Adriana Prolo, che del Museo stesso (inaugurato nel 1958 nella sede storica di Palazzo Chiablese, a fianco al Palazzo Reale) è stata la prima ideatrice.

Ognuna delle tre giornate viene introdotta da una conversazione. Nella prima giornata (domani 5 maggio, ore 16, Sala lauree del Dip. di Lingue e letterature straniere, via Verdi 10), sul tema «La Riforma protestante nel cinema», intervengono Alberto Corsani, Chiara Simonigh e il filosofo Federico Vercellone. A seguire, al cinema Massimo, pochi metri dalla sala, proiezione de «I valdesi » (N. Martinengo, 1924) alle 18 con introduzione di Paolo Ribet; «Luther» (E. Till, 2004, ore 20) e infine «Bonhoeffer» (M. Doblmeier, 2003) alle 22,30.

Sabato 6, con introduzioni di F. Vercellone e Stefano Boni («Il protestantesimo nella storia del cinema»), «Ordet» di Carl Th. Dreyer (1955) alle 15,30; a seguire «La legge del Signore» (W. Wyler, 1956) alle 18, e alle 20,45 il grande classico di Ingmar Bergman «Il settimo sigillo» (1957). Questa è la parte di rassegna che offre i contenuti maggiori dal punto di vista squisitamente cinematografico: una filiazione diretta è rinvenibile infatti nelle opere del danese Dreyer e dello svedese Bergman, figlio di un pastore luterano, che si allontanò dalla fede e dalla chiesa ma che tuttavia esprime nei propri film un sostrato biblico e di cultura protestante insopprimibile. «Il settimo sigillo» racconta dei tormenti esistenziali di un cavaliere che, rientrando da una inutile crociata in epoca tardomedioevale, manifesta la propria delusione: era partito a combattere per la causa di Dio, sperando di incontrarlo proprio per questo. Lo troverà invece nell’amore e nella pietà personale.

L’ultima giornata («Coscienza, libertà, grazia»), introdotta da Paolo Ribet e C. Simonigh, vedrà la proiezione di «Il pranzo di Babette» (G. Axel, 1987, ore 16); «Le mele di Adamo (A. T. Jensen, 2005, ore 18,30) e a chiusura della rassegna «Momenti di gloria» (H. Hudson, 1981, ore 20,30).

Immagine: Di Louis Huch (1896–1961), at SF 1930–60 - Svenska filministitutet, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2484712

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