È nelle comunità locali che si percepisce il valore e la portata di questo anno molto particolare in cui si ricorda il 500° anniversario della Riforma. Il pastore Heiner Bludau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi), nel primo giorno del XXII Sinodo (Venezia, 22-25 aprile), ha ripercorso nella sua relazione gli appuntamenti più significativi che hanno caratterizzato questa operazione di memoria: una memoria il più possibile condivisa e che vuole avere una portata ecumenica. Ma, al di là della celebrazione di Lund, al di là del Convegno organizzato dalla Conferenza episcopale e della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) a Trento nel novembre scorso, è proprio nelle innumerevoli iniziative di studio e approfondimento, organizzate a livello locale, che si trova il senso della continuità della riflessione.

Questo non contrasta certo con la partecipazione a eventi organizzati dal protestantesimo italiano nel suo insieme: come le giornate che culmineranno a Pentecoste a Milano, e come la giornata pubblica di questo stesso Sinodo, in corso di svolgimento oggi, 24 aprile. Il Sinodo infatti si trasferisce dall’isola di San Servolo, dove ha svolto i primi due giorni di lavoro, nella città della laguna, per una serie di appuntamenti di rilevanza culturale, rivolti anche alla cittadinanza. Nella chiesa luterana, in Campo Santi Apostoli, si svolge una giornata dedicata al Cinquecentenario della Riforma, che prevede la presentazione di un francobollo commemorativo della Celi (presso Ca’ Sagredo) e gli interventi di due oratori d’eccezione (il linguista Stefan Oswald e la scrittrice Susanna Tamaro) per concludersi nella serata con la video-installazione 500 dell’artista multimediale Philipp Geist sulla facciata della chiesa di Campo Santi Apostoli.

La relazione del decano Bludau ha toccato i principali temi che riguardano la vita delle singole chiese, a partire dalle necessità economiche della Celi. Un calo nelle entrate dall’otto per mille rende necessario ripensare il modo in cui la chiesa si presenta all’esterno, tenendo sempre presente che si deve mantenere il collegamento tra l’immagine che la chiesa dà all’esterno e il modo in cui la chiesa vede se stessa all’interno. L’azione sociale, che per i credenti è la diaconia, è importantissima in un’epoca in cui «in politica il populismo aumenta costantemente». Tuttavia, «il nostro fondamento esistenziale è il Vangelo di Gesù Cristo». Questa è la «premessa decisiva, se, come Chiesa, riflettiamo sulla nostra situazione finanziaria. E se dovessimo dimenticarlo, allora potremmo magari moltiplicare le nostre entrate, ma non saremmo più chiesa». Il Vangelo libera dalla paura e incoraggia a creare interventi di natura sociale, come il progetto «Granello di senape» per i migranti, a cura delle comunità in Sicilia. E tuttavia – ha proseguito Bludau – «la vita alla luce del Vangelo non si realizza solo in progetti ed eventi. Si realizza anche nel contatto personale tra persone. Considerare l’altro nella sua alterità; avere orecchio attento a lui; vederlo con gli occhi di Gesù».

Nella seconda parte della sua relazione, il decano ha riferito sull’attività degli organi statutari della Celi, sulla provvista pastorale delle varie comunità, sugli incontri e rapporti con Chiese sorelle, con la Fcei e sulla partecipazione alla gestione dell’editrice Claudiana. Ne è risultata la consapevolezza di essere «una Chiesa piccola, molto vivace, in cui persone con radici culturali in Italia e in Germania vivono la loro fede in Gesù Cristo, con l’impronta data dalla Riforma, di cui quest’anno ricordiamo l’inizio».

Nelle due giornate dei lavori sono stati ascoltati diversi messaggi proprio da parte di rappresentanti di altre chiese: il vescovo della Chiesa evangelica della Slovenia, Geza Filo, ha sottolineato l’importanza che sia nato «un partenariato fra due chiese minoritarie che stanno in due paesi confinanti», che rappresenta «un valore aggiunto alle relazioni tra Italia e Slovenia». Janos Szemerei 
(Chiesa evangelica luterana in Ungheria) ha detto che «le minoranze non sono un problema per Dio, ma anzi sono un compito per Dio, e i “piccoli” hanno lo stesso compito del sale della terra, e devono dare il sapore per la maggior parte delle persone».

La pastora Mirella Manocchio, presidente dell’Opera per le chiese metodiste in Italia, ha richiamato le origini del metodismo, le sue radici anglicane e il suo sviluppo nel movimento del Risveglio. A volte non ci facciamo caso, ma «in realtà Wesley deve a Lutero tantissimo del suo pensiero, a partire dalla salvezza per grazia mediante la fede. Salvezza per fede è il titolo di uno dei suoi più famosi sermoni, che si richiama al testo di Efesini 2, 8. E Andrea Ribet, presidente dell’editrice Claudiana, oltre ad avere aggiornato l’assemblea sull’acquisizione dell’editrice Paideia avvenuta nel 2016, ha ricordato l’uscita di due importanti volumi dedicati a Lutero: (Th. Kaufmann, Gli ebrei di Lutero, e H. Schilling, Martin Lutero. Ribelle in un’epoca di cambiamenti radicali).

Le varie mozioni in discussione da parte dell’assemblea sinodale hanno riguardato fra l’altro la partecipazione alla gestione degli ospedali evangelici di Genova e di Napoli, il progetto di evangelizzazione a Bari, la cura dell’anima dei cristiani, gli stipendi dei pastori, la pastorale turistica (in accordo con la Chiesa evangelica in Germania).

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