«Donne forti, donne ribelli, donne della Riforma» è il titolo della mostra inaugurata ieri nella Chiesa cristiana del Vomero-Napoli, in via A. Vaccaro n. 24, nell’ambito delle iniziative organizzate per il cinquecentenario della Riforma protestante. Autrice dei dipinti è Karin Peschau, artista e pedagogista, membro della Comunità luterana di Verona-Gardone.

La mostra, comprendente 18 ritratti di donne vissute in un arco temporale che va dal XIV sec. fino al Novecento, è frutto di un lavoro cominciato circa 4 anni fa, che ha ricevuto il sostegno della Rete delle donne luterane della Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi). Parte dei ritratti saranno esposti a Wittenberg, il prossimo agosto, nell’ambito della Esposizione universale della Riforma organizzata dalla Federazione luterana mondiale (Flm) dal 20 maggio al 10 settembre 2017.

Tutto è cominciato dalla realizzazione dei ritratti di tre donne, vissute nel 1300, che furono protagoniste dei primi tentativi di riformare la chiesa del tempo. «Quelle tre donne – riferisce Peschau – mi hanno piano piano portato a riscoprire tutto un filone di storie dimenticate o lasciate volutamente in secondo piano. Sono seguite ricerche, approfondimenti, letture di biografie e opere di donne straordinarie, che sono state protagoniste di importanti lotte per l’uguaglianza delle donne dentro e fuori le chiese, il più delle volte pagando con la propria vita».

Dal punto di vista artistico questo lavoro ha rappresentato per la Peschau un nuovo inizio. «Quando è cominciato il progetto, ero un po’ ferma nella mia produzione, ero insoddisfatta. Iniziando a lavorare su queste donne, ho sentito dentro di me come un nuovo impulso e anche il mio stile è cresciuto, migliorato. Dipingendo ritratti è stato come entrare a poco a poco nella vita di queste donne che diventavano vive, quasi mi parlavano del loro dolore, dei loro sogni e di quello che volevano».

Tra i volti ritratti vi sono quelli di: alcune donne che lasciarono i monasteri per aderire alla Riforma protestante, come Katharina Von Bora; donne colte e aristocratiche, come Eleonora di Navarra; Anne Askew, imprigionata e torturata nella Torre di Londra, infine condannata come eretica al rogo a soli 25 anni; la teologa tedesca Dorothee Sölle, e la ex schiava Sojourner Truth, che, riconquistata la libertà dopo anni di violenze e vessazioni, è stata un’abolizionista e un’attivista dei diritti delle donne.

La mostra sarà aperta ancora a Napoli fino a domenica. Poi girerà in diverse città italiane: Roma, Firenze, Verona. Per informazioni contattare karin.peschau@gmx.com; 380 5084943.

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