Contro le armi «disumane»

Il Cec a Ginevra si schiera contro il proliferare di armi che uccidono senza il controllo umano

Il Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) ha espresso la propria vicinanza e il suo appoggio a tutte le organizzazioni della società civile e ai Governi che si stanno opponendo al proliferare di armi «intelligenti» moderne e sofisticate in grado di colpire e uccidere esseri umani in modo autonomo e anonimo.

«La caratteristica di queste armi letali e la rapidità del progresso tecnologico, richiede che sia prevista una nuova regolamentazione giuridica e che venga attuata in tempi rapidi», ha dichiarato Peter Prove del Cec, in occasione di un incontro tenutosi a Ginevra dal 12 al 16 dicembre scorso: «delegare la decisione di poter concedere la vita o la morte a migliaia di persone a delle macchine è profondamente preoccupante e inquietante», ha proseguito Prove.

«Questa nuova concezione di armi – letali e autonome – in grado di uccidere in modo efficiente e mirato, cela la volontà di mettere ogni responsabilità umana sotto un mantello di confortevole anonimato».

Il direttore della Commissione delle Chiese per i problemi internazionali del Cec, prosegue: «insieme ad altri rappresentanti delle religioni mondiali stiamo seguendo con attenzione l’evolversi della situazione e stiamo portando avanti il nostro impegno di contrasto a questa insensata opera di morte, proprio perché alla base del nostro mandato come credenti c’è la protezione e il rispetto della dignità e della vita umana. Un’attenzione, la nostra, particolarmente importante perché ci troviamo di fronte all’inizio di una nuova concezione di guerra».

La dichiarazione del Cec, letta in occasione della Conferenza, ribadisce che «nessuno ha il diritto di affidare la decisione «della vita o della morte» di esseri viventi a una «macchina».

Il Cec e Pax Christi International co-sponsor della dichiarazione interreligiosa a sostegno del divieto di armi completamente autonome è stata firmata anche da molti leader di chiese membro dell’Organismo ecumenico.

Il Cec, in passato, aveva chiesto il divieto preventivo di tali armi presentando la sua «Dichiarazione sulla via della pace giusta» in occasione dell’Assemblea di Busan nel 2013.

La sede delle Nazioni Unite a Ginevra aveva invece ospitato tre incontri informali per approfondire l’argomento nel 2014.

Scienziati, ingegneri informatici, sostenitori dei diritti umani, operatori umanitari, in tutti questi incontri hanno ribadito quanto possa essere pericoloso il possibile sviluppo di queste armi che operano senza controllo umano. Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite delibererà su questo tema nel 2017.

Immagine: via wikimedia commons

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