Questa mattina, 19 dicembre alle 11.30, presso la Camera dei Deputati (Sala Aldo Moro) è stato presentato il IV Rapporto dell’Associazione Carta di Roma «Notizie oltre i muri», una fotografia delle tendenze che hanno caratterizzato, nell’anno che sta per concludersi, il racconto fatto dai media sul fenomeno migratorio verso l’Italia e l’Europa.

Quali narrazioni i giornali e telegiornali hanno utilizzato per raccontare le vite di rifugiati e richiedenti asilo? Quali sono state le buone pratiche emerse quest’anno? E cosa, invece, non ha funzionato? Ed ancora, i social media hanno contribuito alla diffusione dei discorsi d’odio?

Per rispondere a questi e altri quesiti, il rapporto ha utilizzato dati elaborati dall’Osservatorio di Pavia in collaborazione con l’Osservatorio europeo per la sicurezza. Una pubblicazione sostenuta attraverso i fondi otto per mille dell’Unione delle chiese metodiste e valdesi.

«L’immigrazione – scrive nel rapporto il professor Ilvo Diamanti, direttore scientifico di Demos – ormai accompagna la nostra vita, le nostre giornate. È un capitolo importante e ricorrente dello “spettacolo della vita”, che scorre sugli schermi e sulle pagine dei media. Senza soluzione di continuità. D’altronde, i flussi di migranti non cessano, soprattutto dalle coste nord africane. E gli sbarchi proseguono, frequenti. Come le tragedie delle imbarcazioni che si inabissano. E lasciano affondare il loro carico di vite – meglio, peggio: di morte – in fondo al mare. Divenuto, ormai, un cimitero senza lapidi. Senza lacrime. Perché ormai ci siamo abituati alle tragedie. E non ci impressionano più di tanto. D’altronde, come piangere vittime senza volto e senza nome? Tragedie riassunte in numeri, per quanto enormi, ma prive di identità? Questo, probabilmente, è uno dei “volti” più inquietanti di questo grande eccidio, che si ripete, un giorno dopo l’altro. Il rischio, per tutti, per ciascuno di noi, dell’indifferenza. Di perdere il senso della pena e del dolore. Senza perdere, però, la paura».

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Gli immigrati e l’immigrazione sono dunque diventati un «luogo comune» della nostra informazione quotidiana?

«Il rapporto già l’anno passato – ricorda a Riforma.it Giovanni Maria Bellu, presidente dell’Associazione Carta di Roma – segnalava un aumento esponenziale di articoli dedicati al tema dell’immigrazione. Un aumento consolidatosi anche nel 2016 proprio perché il tema è entrato nell’agenda politica quotidiana europea; il dato interessante emerso quest’anno evidenzia quanto siano stati in tanti a parlare di migrazioni, anche giornalisti e giornaliste che fino a poco tempo fa non trattavano questi argomenti, proprio perché affidati a redattori esperti e specializzati in materia. Il tema rifugiati e migranti è oggi un fatto quotidiano che non può più essere più sottovalutato. E ciò è positivo, ma dall’altra registriamo troppo spesso una grave approssimazione e imprecisioni nel modo di affrontare l’argomento e di divulgarlo. Quello delle migrazioni, di rifugiati e richiedenti asilo, è un tema molto delicato che andrebbe affrontato con la giusta competenza e sensibilità».

Gli analisti dell’Osservatorio di Pavia hanno rilevato ancora che nei servizi sull’immigrazione trasmessi nel corso del 2016 dai Tg, nella fascia prime time, i politici italiani erano presenti al dibattito almeno una volta ogni tre; e quelli europei, una volta ogni cinque. Complessivamente, dunque «i politici sono stati presenti quando si parlava di immigrazione in un servizio su due. Una percentuale che è invece drasticamente più bassa in servizi dedicati ad altre tematiche, se pur di grande rilevanza sociale».

Inoltre, per quanto riguarda la carta stampata, dal Rapporto emerge che nella metà dei titoli dedicati all’immigrazione si è sempre fatto riferimento esplicito a esponenti politici, sia italiani che europei: «i dati sulla crescente presenza di esponenti politici nei servizi dedicati all’immigrazione rappresentano una “normalizzazione” del tema e sono una conferma della tendenza del nostro sistema informativo ad assecondarne l’agenda politica. Un’agenda nella quale l’immigrazione compare anche come terreno di scontro».

Dal Rapporto emerge che il fenomeno migratorio quest’anno ha confermato la propria centralità: «nel corso del 2016 le 1.622 notizie dedicate al tema dell’immigrazione sono il 10% in più del 2015, anno che già aveva segnato un picco di visibilità, 100 volte superiore rispetto al 2013. Questa significativa esposizione del fenomeno si accompagna a una continuità dell’attenzione al tema, come dimostrano i dati relativi alla visibilità del fenomeno per testata e per mese: sono solo 12 le giornate in cui non è presente almeno un titolo/articolo sul tema in un quotidiano».

Rispetto al 2015 non vi sono eventi «topici» intorno ai quali si registrano picchi di visibilità, ma è presente «un’attenzione costante su tutto il periodo: quasi 6 titoli/articoli al giorno (contro i 5 dell’anno scorso) e nel 63% dei casi collocati al centro della prima pagina».

L’immigrazione ha una visibilità «strutturale» anche in ragione della sua centralità nell’agenda politica italiana ed europea: in metà dei titoli è presente un riferimento esplicito a leader e rappresentanti politici italiani e/o europei».

È l’accoglienza (con il 34%) il tema attorno al quale ruota la maggior parte della comunicazione sull’immigrazione, «in calo, però, di oltre 20 punti rispetto al 2015».

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Sono più visibili, invece, rispetto al 2015 i racconti dei viaggi (seconda voce dell’agenda con il 24%): muri e frontiere da un lato, sbarchi e naufragi dall’altro. Si registra un significativo incremento delle questioni sociali e culturali (al 21%, 3 volte in più rispetto al 2015): diffusione di istanze razziste e xenofobe, racconti sulla (in)capacità di accogliere, sulle differenze culturali, identitarie e religiose, diventano occasione per riflettere sulla compatibilità di abitudini e stili di vita «loro» diversi dai «nostri».

Infine, criminalità e terrorismo registrano un lieve aumento rispetto al 2015 con due punti percentuali in più ma con alcune differenze nei contenuti: «se, da un lato, si continua a raccontare del rischio di cellule jihadiste presenti sul territorio o “in arrivo sui barconi”, dall’altro, nella dimensione della cronaca nera, ci sono i migranti/rifugiati autori ma anche – e in modo significativo – vittime di reato».

Si è però registrato un calo significativo dei toni allarmistici, di quasi 20 punti rispetto all’anno precedente (27% contro il 46%), in ragione dell’ampia visibilità che hanno avuto le dimensioni della politica e della gestione europea e nazionale dell’accoglienza.

Permangono alcune «aree ansiogene legate alla criminalità e al terrorismo e si delinea una nuova matrice di insicurezza di tipo sociale che suggerisce un’inconciliabilità tra le “loro” e le “nostre” abitudini, rispetto alla cultura, alla religione, alla gestione degli spazi pubblici».

Il rapporto rileva anche la comparsa, talvolta, di toni sarcastici e liquidatori nei confronti di migranti e rifugiati: «si tratta di toni che vengono utilizzati da un’unica testata – il Giornale – ma che segnalano quanto la gestione del fenomeno migratorio sia diventata terreno di scontro politico».

Infine la comunicazione più diffusa nei media è quella dell’attesa: «come oltrepassare i confini, attraversare il mare, ottenere lo status di rifugiato, avere accesso a un centro di accoglienza per andare verso Nord». Ed è un’attesa in cui scompaiono i modi alternativi per raggiungere l’Europa, come l’utilizzo dei corridoi umanitari: «presente in 12 articoli».

All’incontro introdotto da Giovanni Maria Bellu, presidente dell’Associazione Carta di Roma, erano presenti Paola Barretta, ricercatrice senior dell’Osservatorio di Pavia e Ilvo Diamanti, politologo, professore di Analisi dell’Opinione pubblica all’Università di Urbino e direttore scientifico di Demos, dei giornalisti Attilio Bolzoni (La Repubblica),Maria Cuffaro (Rai) e Karl Hoffmann (ARD).

«Notizie oltre i muri» è composto da quattro sezioni: analisi della carta stampata (Corriere della Sera, il Giornale, l’Avvenire, l’Unità, la Repubblica, la Stampa); analisi dei telegiornali nazionali prime time (Rai, Mediaset, La7); Brexit, tra populismo e xenofobia: la narrativa mediatica in 5 paesi europei a confronto (Italia, Francia, Gran Bretagna, Germania e Spagna); omicidio di Fermo: razzismo e linguaggio d’odio su mainstream e social media.

Immagini nel testo: Martina ChichiImmagine di copertina: By DFID - UK Department for International Development - Working together to help Syrian refugee children in Lebanon, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=38901010

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