Nella giornata di sabato 24 settembre, all’età di 60 anni, in seguito a complicazioni relative a un intervento chirurgico, è deceduto il pastore Klaus Langeneck, in servizio alla chiesa valdese di Torre Pellice. Era sposato con la pastora Erika Tomassone, e lascia anche i figli Joachim e Sophie. Nato a Bietigheim (distretto di Ludwigsburg, nel Baden-Württemberg), aveva studiato Teologia all’Università di Tübingen, frequentando poi un «anno all’estero» alla Facoltà valdese di Roma. Consacrato nel 1985, ha servito la chiesa valdese di Prarostino fino al 1995, per poi passare alla chiesa valdese di Riesi (1995-2000) e a quella di Livorno, a cui era abbinata la cura pastorale della chiesa di Rio Marina all’Isola d’Elba.

Langeneck era molto legato alla sua origine «sveva» e a volte, in discussioni di fronte al tempio all’uscita del culto, amava citare proverbi ed espressioni icastiche in un tedesco dialettale o arcaico (spiegandone le varietà lessicali) per rafforzare giudizi e osservazioni su temi diversi. Ma la sua grande passione, che andava di pari passo con l’esercizio e la pratica di una robusta teologia luterana, era la musica, che interpretava senza preclusioni: dal repertorio liturgico classico delle chiese della Riforma ai canti africani delle chiese sorelle; dall’Alleluja di Mozart (che con costanza era riuscito a far cantare a canone alla comunità nel corso della Santa Cena) alle musiche che Hanns Eisler (1898-1962) compose per alcune importanti liriche di Bertolt Brecht: nel corso del 2015 aveva proposto questo programma in alcune serate con la pianista Monica Natali, utilizzando la bella voce avuta in dono dalla natura ma anche una tecnica che denotava scrupoloso studio ed esercizio; la stessa cura metteva nel maneggiare altri strumenti: la chitarra con i bambini della Scuola domenicale, e poi i flauti e le tastiere; poteva scendere dal pulpito e mettersi all’organo per accompagnare gli inni e dirigere la corale, come a Prarostino.

Il pastore Langeneck ha avuto fra i suoi incarichi quello di sovrintendente di Circuito (il II quando era a Prarostino, il I a Torre Pellice), e di presidente delle Commissioni esecutive del II Distretto (1999-2000) e del III Distretto, apprezzatissimo dal 2001 al 2008. Ha fatto parte delle Commissioni per la Comunità di donne e uomini nella chiesa (1988-1990) e di quella per il Decennio di solidarietà con le donne (1990-92), dando il proprio contributo anche in materie come la formazione diaconale e il catechismo.

Un impegno rilevante però, proprio in questo ultimo anno, l’aveva profuso in campo ecumenico, come parte attiva nella commissione che nel I Distretto, lavorando parallelamente a una commissione istituita dalla diocesi di Pinerolo, ha formulato nella primavera scorsa un testo di liturgia ecumenica per il battesimo di bambini figli di coppie interconfessionali (il recente Sinodo ha disposto che il testo venga inviato in studio alle chiese valdesi e metodiste): «Il battesimo – aveva allora detto a Riforma – può diventare un vero segno ecumenico di condivisione». Per questo suo convinto impegno, Klaus Langeneck è stato ricordato da più di un presbitero della diocesi nelle funzioni pomeridiane e serali il giorno della sua scomparsa.

Immagine di Pietro Romeo

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