Tanti per tutti

Parlare di volontariato facendo volontariato e attraverso un mezzo specifico: la fotografia

Ci sono tantissime persone e associazioni che donano il proprio tempo e le proprie energie per supportare le attività del nostro vivere quotidiano. Che si tratti di salute, cooperazione e solidarietà, ricerca, tutela dei diritti, difesa dell’ambiente, sport o cultura, l’attività di volontariato è fondamentale. Con un progetto artistico la Federazione italiana delle associazioni fotografiche (Fiaf) e il Centro italiano della fotografia d’autore (Cifa), hanno voluto sottolineare il valore che il volontariato, inteso non solo come attività, ma anche come persone che si mettono a disposizione di chi ha bisogno, ha su tutto il territorio nazionale.

Ne parliamo con Claudio Pastrone, direttore del Centro italiano per la fotografia d’autore.

Perché è stato voluto questo progetto?

«Organizzare grandi progetti nazionali fa parte della nostra attività. Per fare alcuni esempi, in passato abbiamo realizzato un lavoro analogo chiamato Immagine del gusto, sulla produzione e distribuzione del cibo in Italia. Poi c’è un altro lavoro sul 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Questa volta abbiamo deciso di esplorare quello che è il mondo del volontariato anche perché noi, nel campo fotografico, siamo dei volontari. L’idea è quella di rappresentare le diverse fasi del volontariato nelle regioni italiane, le diverse realtà, mostrando le iniziative, i luoghi di incontro, le fasi progettuali, la realizzazione di tutte le attività promosse nel nostro paese».

La fotografia è un mezzo unificante?

«Certamente si. La federazione è attiva su tutto il territorio, sia attraverso delle delegazioni regionali ma soprattutto attraverso i circoli fotografici e le persone che vi aderiscono. Avendo una distribuzione così capillare siamo stati in grado di realizzare questo progetto che ha visto impegnati più di 700 fotografi i quali hanno realizzato e inviato 12.000 immagini. Da tutti questi scatti è stata tratta una mostra nazionale composta da un migliaio di immagini che è stata inagurata al Centro italiano della fotografia di Bibbiena, in provincia di Arezzo. In contemporanea sono state aperte altre 150 mostre locali: abbiamo chiesto ai nostri associati di aprire nello stesso giorno dell’inaugurazione della mostra nazionale a esposizioni locali per avvicinare il mondo del volontariato al territorio».

Come coniugare l’impegno sociale con un percorso artistico coerente e interessante?

«In realtà in questo caso la maggior parte dei lavori sono di documentazione. Essendo nel nostro Dna la visione artistica della fotografia, questa rappresentazione della realtà è stata interpretata in vari modi. In alcuni casi si tratta di veri e propri reportage, in altri casi di ragionamenti su quello che è il volontariato in generale. Da questo punto di vista abbiamo una vastissima gamma sia di soggetti rappresentati sia di modi di rappresentare i soggetti stessi. Un lavoro che è stato anche raccolto in due volumi: uno, tratto dalla mostra nazionale, raccoglie circa 1000 immagini, mentre l’altro, sulle mostre locali, riassume le 150 mostre sparse sul territorio».

Qual è il vostro punto di vista su un tema così fondante della società?

«Sicuramente già il fatto di avere scelto questo argomento dimostra la nostra attenzione per questo mondo. Come detto, anche noi siamo volontari e il volontariato si declina in mille modi, da quello sociale, all’assistenza, l’aiuto ai più deboli, o in modi diversi come il volontariato di tipo culturale. Le realtà che abbiamo fotografato hanno affrontato tutti questi generi, in questo ci è stato d’aiuto il centro Servizi per il Volontariato che ci ha messo direttamente in contatto con alcune realtà del volontariato sociale. Abbiamo seguito il lavoro di Protezione civile, Croce rossa, del volontariato ospedaliero... ma la cosa forse più interessante di questa ricerca è che sono emerse delle forme di volontariato pressoché sconosciute. Tutti, pensando al volontariato, abbiamo in mente le grandi associazioni, ma in realtà ce ne sono di tutti i tipi e tutte hanno una grande importanza.

Gli stessi addetti del CSV che ci hanno aiutato nella selezione di foto ci hanno riconosciuto la capacità di riuscire a trasmettere attraverso le fotografie quello che è il senso del volontariato.

La maggior parte dei lavori realizzato dai fotografi sono veri e propri lavori autonomi, insiemi di foto su un argomento specifico. Ci sono anche immagini singole, ma la maggior parte dei fotografi hanno scattato delle sequenze tematiche; in questo modo quella che è l’attività svolta dai volontari in un determinato settore è emerso in modo completo e significativo».

È una mostra diffusa, quindi per tutte le informazioni si consiglia di visitare il sito www.fiaf-net.it/tantipertutti.

Immagine: https://pixabay.com

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