Commemorare la Riforma in chiave ecumenica

Qualche giorno fa la Federazione luterana mondiale e il Vaticano – attraverso il Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani – hanno diffuso il programma della commemorazione comune luterano-cattolica dei cinquecento anni della Riforma, che avrà luogo in Svezia il 31 ottobre, cioè proprio il giorno in cui, secondo la tradizione, Martin Lutero affisse le sue 95 tesi contro le indulgenze, dando l’avvio a quel vasto movimento che va sotto il nome di Riforma protestante e che sconvolse la cristianità occidentale, dividendola in due tronconi contrapposti: cattolici e protestanti, appunto, nemici per quattro secoli ma che negli ultimi decenni, grazie al movimento ecumenico, hanno ripreso a dialogare. Tanto che oggi è possibile commemorare insieme quella scintilla accesa nel 1517.

Originariamente la commemorazione doveva svolgersi solamente nella cattedrale luterana di Lund, ma visto che si prevede un grande afflusso di pubblico, alla preghiera nella cattedrale seguirà un evento pubblico nell’arena della vicina città di Malmö, capace di 10.000 posti. A guidare la giornata saranno, per la parte cattolica, papa Francesco e il vescovo di Stoccolma, Anders Arborelius, e per la parte luterana il presidente della Federazione luterana mondiale, il vescovo Munib Younan, il segretario generale, pastore Martin Junge e l’arcivescovo della Chiesa luterana svedese, che nella fattispecie è una arcivescova, Antje Jackélen.

La commemorazione si baserà sul rapporto pubblicato nel 2013 dalla commissione luterano-cattolica sull’unità, significativamente intitolato «Dal conflitto alla comunione», e in particolare sulla guida liturgica “Preghiera comune” predisposta dalla stessa Commissione. Vale la pena di citare i cinque impegni comuni contenuti nella liturgia, e che saranno solennemente proclamati a Lund: primo impegno, «cattolici e luterani dovrebbero iniziare sempre dalla prospettiva dell’unità e non dal punto di vista della divisione, in modo da sottolineare ciò che hanno in comune». Secondo: «lasciarsi continuamente trasformare dall’incontro con l’altro e dalla reciproca testimonianza di fede». Terzo: impegnarsi nuovamente «a ricercare l’unità visibile, a elaborare insieme che cosa questo significa in termini di passi concreti». Quarto: «riscoprire insieme la potenza del Vangelo di Gesù Cristo per il nostro tempo». Quinto e ultimo impegno: «testimoniare insieme la misericordia di Dio nella proclamazione e nel servizio al mondo».

Cinque impegni significativi. Quindici anni fa, nel 2001, le chiese europee avevano fatto qualcosa di simile sottoscrivendo la Charta Oecumenica, un documento per far avanzare la collaborazione ecumenica, il cui ritornello era «ci impegniamo». Purtroppo pochi di quegli impegni sono stati onorati: il nostro auspicio e la nostra preghiera è che questa volta gli impegni assunti a Lund non rimangano sulla carta.

La rubrica «In cammino verso l’unità», a cura del pastore Luca M. Negro, è andata in onda domenica 12 giugno durante il «Culto evangelico», la trasmissione di Radiouno a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia

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