Il Signore ha cura di me

Un giorno una parola – commento a Salmo 40, 17°

Io sono misero e povero, ma il Signore ha cura di me
Salmo 40, 17a

Gesù prese i cinque pani e i due pesci, e alzati gli occhi verso il cielo, benedisse e spezzò i pani, e li dava ai discepoli, affinché li distribuissero alla gente; e divise pure i due pesci tra tutti. Tutti mangiarono e furono sazi
Marco 6, 41-42

Il salmista sa di non poter contare su nessun altro, eccetto che su Dio. È Dio che si prenderà cura di lui. Su Dio e su lui solo può contare!

Non sempre seguiamo il buon esempio del salmista. Non sempre riponiamo la nostra fiducia nel Signore! La nostra fede vacilla di fronte alle difficoltà della vita. Dubitiamo che le nostre singole esistenze, la nostra miseria e la nostra povertà; la storia della nostra vita a volte povera di contenuto e di senso; la storia della terra, siano nelle mani di Dio. Ma oggi ancor più di ieri appartengono a Dio il creato e le sue creature. Non solo perché è lui il Creatore, ma soprattutto perché è lui che ha riscattato noi e tutta la sua creazione, pagando un prezzo altissimo. Un prezzo pagato al potere inquinante e opprimente della morte. Dio ha pagato in Gesù Cristo un prezzo alto: il prezzo della nostra libertà.

Il salmista grida a tutti e a tutte l’urgenza di riconoscere la grandezza del Signore (v. 16) rispetto a noi. Ma nonostante ciò, una certezza rimane: il mondo e i suoi abitanti appartengono di diritto a Dio e lui si prende cura, non solo di noi, ma anche dell’intera creazione ieri, oggi e domani.

Impariamo dunque a fidarci di Dio e ad affidare nelle sue mani la nostra vita fragile ma forte in lui. Afferriamo oggi, con tutte le nostre forze, la certezza che non saremo mai abbandonati dal Signore.

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