Le reazioni delle chiese europee e mondiali agli attentati in Belgio

Solidarietà, preghiere e voglia di fratellanza i focus principali dei vari leader religiosi  

Gli attentati all'aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles monopolizzano ovviamente i commenti e le reazioni dei principali esponenti delle varie confessioni, europee e mondiali.

Vediamone alcuni insieme:

Il pastore Olav Fykse Tveit, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese, in una nota ufficiale ha condannato «i malvagi e indiscriminati attacchi di Bruxelles. Oltre alle perdite e alle sofferenze un simile atto di violenza contribuisce a creare tensioni più ampie, che rendono più difficile per l'Europa e gli europei svolgere il ruolo costruttivo di cui necessitano coloro che cercano di sfuggire dall'agonia in corso in Medio Oriente. Preghiamo per le vittime e per incoraggiare il processo di pace».

Justin Welby, arcivescovo di Canterbury a capo della Comunione anglicana si è detto «profondamente scioccato dagli attacchi in Belgio. In questa settimana santa pregheremo per le vittime, per la pace e per rendere servizio al nostro Dio amorevole».

Il pastore Edwin Delen della Chiesa protestante del Belgio, l'Epub, cappellano dell'aereoporto di Zaventem, diretto testimone delle prime deflagrazioni nel commentare la tragedia vuole ricordare le parole pronunciate proprio ieri mattina a pochi istanti dagli scoppi da una donna afro-americana presente in loco: «l'obiettivo dei terroristi è di separare le differenti culture, nazionalità e religioni, ma non ce la faranno, per noi questa idea è oramai un paradosso.

Noi viviamo tutti insieme, tutti mischiati, e la solidarietà senza discrimini che subito ha preso avvio in aereoporto è la migliore delle risposte».

«Le nostre preghiere sono con voi, con tutti i cittadini del Belgio e con i familiari delle vittime e dei feriti» ha dichiarato Philip Tanis, segretario generale della Wcrc, la Comunione mondiale delle chiese riformate.

Anche l'Esecutivo dei musulmani del Beglio, l'Emb, per bocca del presidente Salah Echallaoui ha immediatamente «condannato con fermezza e senza riserve i vili attentati, atti di crudeltà estrema rivolta verso cittadini inermi. Gesti tanto assurdi mettono in crisi tutti i dialoghi e gli inviti alle convivenze pacifiche che normalmente vengono messe in atto. Non dobbiamo dividerci per paura o chiusura, ma dobbiamo esprimere con forza i nostri valori democratici esprimendo il massimo sostegno alle autorità belghe impegnati a garantire la sicurezza e la coesione del Paese».

Erin Green, coordinatrice della comunicazione per la Kek, la Conferenza delle chiese europee, che ha sede proprio a Bruxelles, esprime il dolore per le perdite umane e per la pace minata mentre il segretario della Kek, il pastore finlandese Heikki Huttunen incita a «unirsi, fratelli e sorelle per trovare nuovamente la retta via e per contribuire a costruire società in cui ognuno possa sentirsi sicuro e partecipe del bene comune».

La conferenza episcopale belga non manca di far sentire il proprio sostegno: «Costernati nell'apprendere le tragiche notizie di ieri. Condividiamo il dolore e l'angoscia delle famiglie e dei conoscenti delle vittime e dei feriti, del personale dell' aeroporto, di coloro che sono coinvolti nei soccorsi e di tutti i cittadini del Belgio».

Dalla vicina Francia, che con il Belgio condivide l'orrore di aver subito gli ultimi vili attacchi sul proprio suolo giunge il messaggio di vicinanza del pastore François Clavairoly, presidente della Federazione protestante di Francia: «la fraternità umana è ancora una volta messa alla prova, ed è necessario più che mai rimanere uniti e coesi. Oltre alle condoglianze a tutti i coinvolti vogliamo esprimere la determinazione a perseguire le nostre missioni di testimonianza di fede contro ogni fanatismo, perché a trionfare sia sempre la vita».

«Ferma e incondizionata è la nostra condanna di tutti gli atti di terrorismo», afferma il comunicato della Chiesa avventista in Europa. «Chiediamo che l’uso delle armi, l’odio e la violenza cessino! Nessuna religione è responsabile del terrorismo. Le persone sono responsabili della violenza e del terrorismo. Siamo tutti fratelli e sorelle, figli di uno stesso Padre. Incoraggiamo gli avventisti a mostrare vicinanza e a portare consolazione a quanti soffrono in questi tempi di grande angoscia».

La direzione e lo staff di Eurodiaconia, network anch'esso di base nella capitale belga, esprimono «lo shock per le azioni e la vicinanza a tutti coloro risultino coinvolti a vario titolo in questa triste vicenda. Non cessiamo certo ora di rimanere a fianco delle persone, di qualsivoglia fede o origine, per assisterle al meglio lavorando insieme per promuovere giustizia, inclusione, uguaglianza, pace».

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