Due nuove chiese battiste in Palestina

Il lavoro è portato avanti dal Consiglio delle chiese evangeliche locali in Terra Santa in collaborazione con la Federazione battista europea

Nello Stato della Palestina, comprendente la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, sebbene l’Islam sia riconosciuto come la religione di stato, vi è la presenza di una piccola minoranza di chiese cristiane evangeliche.

Nel 1994 si è costituito il Consiglio delle chiese evangeliche locali in Terra Santa, membro dell’Alleanza evangelica mondiale, che conta 22 membri, e il cui presidente è il dr. Munir Kakish, pastore della Chiesa locale di Ramallah. Oltre a costruire ponti tra gli evangelici e il resto della società, il Consiglio ha il compito di rappresentare gli evangelici davanti all’Autorità palestinese. Tra le attività portate avanti vi sono: riunioni periodiche tra i ministri; formazione dei leader; relazioni con i funzionari israeliani in relazione ai permessi di viaggio (per attraversare il muro di sicurezza), e i contatti con le autorità palestinesi per il riconoscimento giuridico delle chiese.

Attualmente il Consiglio collabora con la Federazione battista europea nel lavoro di fondazione di due nuove chiese in Cisgiordania: una a Beit Jalah e l’altra a Beit Sahour.

Il gruppo presente a Beit Jalah, cittadina di circa 16.000 abitanti vicino a Betlemme, è guidato da Khader, laureato presso il Bethlehem Bible College. Khader è originario di Gaza, dove ha prestato servizio nella locale chiesa battista per 2 anni.

Il gruppo è formato da circa 25 persone che partecipano regolarmente alle riunioni settimanali del venerdì che si svolgono nell’edificio di una scuola locale. Il gruppo ha recentemente deciso di spostare gli incontri dalle abitazioni private all’edificio pubblico in modo da consentire a più persone di partecipare. Lo scorso agosto sono state battezzate 10 persone.

Il gruppo, che si è costituito circa 2 anni e mezzo fa, è in crescita. Il team missionario è composto da 5 persone che sono responsabili della preghiera, delle visite a casa, dello studio biblico, del culto e del lavoro diaconale. L’obiettivo è di proseguire con gli incontri settimanali e di organizzare eventi speciali che arrivino a coinvolgere fino a 200 persone.

L’altra nuova chiesa invece sta nascendo a Beit Sahour, villaggio vicino a Betlemme dove, secondo la tradizione, gli angeli apparvero ai pastori per annunciare la nascita di Cristo. Beit Sahour è abitata da 15 mila persone. La chiesa è guidata dal pastore Mazin Nasrawi della Alliance Church di Gerusalemme. Ci sono circa 20 adulti e molti bambini che si riuniscono ogni settimana in un appartamento privato preso in affitto.

Per i cristiani presenti in Cisgiordania, che ogni giorno vivono le difficoltà di essere confinati all’interno del muro di sicurezza e di non poter viaggiare liberamente, i contatti con i cristiani europei sono un motivo di forte incoraggiamento.

L’appello lanciato dalla Federazione battista europea è di sostenere con la preghiera i cristiani palestinesi che sono privi della libertà di movimento, e la cui vita è segnata dall’incertezza e dall’ansia.

Fonte: Ebf

Foto: I pastori Munir Kakish e Khader

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