l Signore non ci abbandoni!

Un giorno una parola – commento a I Re 8, 57

Il Signore, nostro Dio, sia con noi, come fu con i nostri padri; non ci lasci e non ci abbandoni!
(I Re 8, 57)

Dio non è lontano da ciascuno di noi
(Atti degli apostoli 17, 27)

È una formula di benedizione e commiato alla fine della lunga preghiera di Salomone per la consacrazione del tempio di Gerusalemme. È una preghiera che è un ampio trattato teologico sulla presenza di Dio, sulla storia dei padri dall’uscita dall’Egitto fino alla storia di Davide; si descrive come Dio mantiene le sue promesse; si invoca il perdono per i peccati storici e individuali del popolo; si supplica Dio di seguire e condurre nel futuro come ha seguito e condotto nel passato.

È importante questo riferimento ai padri! E non solo per la continuità della nostra storia umana, affinché ne veniamo ammaestrati ed evitiamo errori già commessi. Si tratta primariamente di capire chi è Dio e cosa fa per noi. Non è un dio frutto della nostra immaginazione o del nostro bisogno. Quello che invochiamo è il Dio che ha udito il grido degli schiavi e li ha liberati dalle angherie dei padroni; quello che ha distrutto l’esercito degli egiziani, l’impero più forte e meglio attrezzato dell’epoca. Il Dio che Salomone invoca è quello del nutrimento miracoloso nel deserto, quello dei comandamenti, ma anche il Dio geloso che distrugge gli idolatri, che vanno appresso alle fantasie e alle mode del loro tempo. È stato il Dio che ha protetto Davide facendogli atterrare un gigante con una fionda, per diventare il giovane capitano di un esercito clandestino efficace per liberare il paese. È un Dio partigiano che prende le parti dei miseri e che dopo averli liberati, può tramutarsi nel nostro nemico, quando siamo sazi e opprimiamo gli altri. La storia di Salomone è una illustrazione di questo processo.

Quel Dio «non ci lasci e non ci abbandoni!». Anche la nostra fede tiepida può riscaldarsi e rivivere alla ricerca di questo Dio per chiedergli di operare ancora come un tempo ha fatto per i nostri padri.

Foto "Alberi AlpediSiusi" di Llorenzi - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons.