Libertà religiosa, maglia nera al Pakistan

Crescono i casi di blasfemia ed è sempre più pericoloso per gli avvocati difendere gli imputati

Syed Mumtaz Shah, avvocato di fama in Pakistan, nel corso di un seminario sulla libertà religiosa a Karachi, ha affermato che l’anno scorso sono stati registrati in Pakistan più di 1.400 casi di blasfemia e che sta diventando sempre più pericoloso per gli avvocati difendere imputati accusati di blasfemia.

Il seminario, organizzato dal Pakistan Institute of Labour Education and Research, ha visto la partecipazione di leader e rappresentanti della società civile e di gruppi religiosi.

Da tempo le associazioni di difesa dei diritti umani sostengono che le leggi sulla blasfemia in Pakistan aumentano le tensioni interreligiose in tutto il paese. Coloro che sono accusati di «profanare il profeta Maometto» subiscono la pena di morte, mentre la pena è l’ergastolo se si danneggia il Corano. Insultare i sentimenti religiosi altrui può comportare fino a 10 anni di carcere.

Purtroppo spesso le leggi sulla blasfemia sono manipolate da estremisti, e false accuse vengono rivolte contro le minoranze al fine di dirimere questioni personali o di confiscare beni o imprese. Uno dei casi più noti è quello di Asia Bibi, la donna cristiana condannata a morte con l’accusa di aver offeso il profeta Maometto.

L’anno scorso, una coppia di cristiani è stata picchiata e bruciata a morte in una fornace di mattoni a seguito di voci che accusavano i coniugi di aver bruciato pagine del Corano. In seguito è stato dimostrato che la coppia era innocente, e 106 persone sono state accusate del loro assassinio.

La Commissione statunitense per la libertà religiosa quest’anno ha detto che il Pakistan rappresenta «una delle peggiori situazioni nel mondo per la libertà religiosa», ed è stato definito «paese di particolare preoccupazione» per l’amministrazione americana.

Nel Rapporto sulla libertà religiosa del Dipartimento di Stato internazionale per il 2014, diffuso il 14 ottobre, il governo pakistano è stato accusato di non aver «indagato, arrestato, o perseguito i responsabili di violazioni della libertà religiosa, favorendo un clima di impunità che alimenta l’intolleranza e gli atti di violenza».

«Le politiche del governo non garantiscono eguale protezione ai membri delle minoranze religiose, e a causa di una normativa discriminatoria, come la legge sulla blasfemia (...) le minoranze spesso hanno avuto paura di professare liberamente il proprio credo religioso», sostiene il Rapporto.

Foto "Amritsar Golden Temple 3" by Julian Nyča - Own work. Licensed under CC BY 3.0 via Commons.

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