Un culto normale in una domenica particolare

Domenica 4 ottobre tempio aperto a Pinerolo in occasione della rievocazione de «La maschera di ferro» (ma senza il perdono del Re Sole)

«Sarà un culto normale e coglieremo l’occasione di aprire il nostro tempio in una giornata particolare per Pinerolo, quella della manifestazione della Maschera di ferro». Migliaia di persone infatti invaderanno la cittadina sabato 3 e domenica 4 ottobre per quello che da ormai sedici edizioni è uno dei momenti (assieme alla Rassegna dell’Artigianato appena conclusasi) di maggior afflusso di persone nel centro più popoloso, alle porte delle valli valdesi.

Rievocazione che però affonda le radici più nel folklore che nella storia in quanto ancora oggi si discute molto attorno a questa figura misteriosa celata sotto la maschera di ferro che ne copriva il volto.

Ma non è questo il luogo per approfondire questo argomento. «Per noi è importante aprire il tempio in un giorno con molto passaggio in quanto ci accorgiamo di quanti pinerolesi e non solo loro non conoscano il tempio e la nostra storia – ci spiega Flora Rolfo, che cura l’iniziativa del «Tempio aperto» - e l’anno scorso, quasi casualmente incontrando gli organizzatori della rievocazione, avevamo chiesto loro perchè andassero sempre nei luoghi di culto cattolici e mai nel tempio. La risposta fu subito positiva e poi fino a poco tempo fa non ci sono stati più contatti».

«La nostra partecipazione – aggiunge Paola Schellenbaum del Concistoro di Pinerolo – si limita ad accogliere la cittadinanza durante un culto normale e alla mostra di storia valdese che per i due giorni sarà esposta nella sala attigua del tempio, curata dalla Fondazione Centro culturale valdese, che affronta il doloroso argomento dell’esilio dei valdesi, con tutto ciò che riguarda l’importante progetto di un percorso europeo denominato “Le strade degli ugonotti e dei valdesi”. Non siamo stati coinvolti in nessun altro tipo di momento organizzativo. Alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione Davide Rosso ha illustrato la mostra storica che è un’occasione per coinvolgere la cittadinanza. Il culto, a cui parteciperanno alcuni figuranti in costume, si rivolgerà alle persone e non alle maschere».

«Ho letto anche io un titolo fuorviante – aggiunge Luigi Oddoero, regista della rievocazione – ma sottolineo che da parte nostra non è ancora stato proposto nulla di dettagliato alla chiesa valdese, nè tantomeno è stato imposto nulla. Noi solitamente lavoriamo assieme ai luoghi che ci ospitano e, come abbiamo sempre fatto, nei prossimi giorni incontreremo nuovamente i responsabili della chiesa valdese di Pinerolo per stabilire insieme, ascoltando soprattutto le loro proposte, su come organizzare al meglio il momento del culto».

«Culto che come sempre – aggiunge Schellenbaum – sarà un momento pubblico e avrà anche un momento particolare dedicato al ripercorrere dal nostro punto di vista quel periodo storico per noi molto doloroso». 

Foto Pietro Romeo