Hockey. Dalla «Serie A» alle categorie giovanili grazie ai volontari

Alla scoperta dell’apporto fondamentale per la gestione della struttura (con mille problemi) di Torre Pellice

Sul ghiaccio del «CottaMorandini» i giocatori dell’HC Valpellice stanno faticando agli ordini dell’allenatore Pat Curcio. Alcuni sono arrivati appena ieri dal nord-America ma hanno iniziato subito a calzare i pattini, gli altri ormai si allenano da una decina di giorni. Quindi per la squadra locale che milita in serie A non ci sarà nessuna gara amichevole come invece è successo per altre compagini in quanto sabato 19 la squadra è attesa ad Alba di Canazei dove incrocierà le stecche con il Val di Fassa. Pochi giorni di preparazione e di conoscenza fra i vari giocatori ma questo non dovrebbe comportare problemi di sorta in quanto la prima, lunga, parte di stagione, conta relativamente. Conta di più essere in forma nella seconda parte.

Mentre i giocatori «lavorano» sul ghiaccio noi incontriamo chi ha lavorato e lavorerà dietro le quinte per permettere allo stadio di funzionare e cioè i volontari e il responsabile dello stadio. «Siamo entrati nella struttura un mese fa e l’abbiamo trovata in condizioni non buonissime e ci siamo messi subito al lavoro per renderla più accogliente –sono le prime parole di Marco Pron, responsabile dello stadio –iniziando una pulizia di fondo che da tempo non veniva effettuata e lavorando nei bagni per il pubblico, facendo alcune migliorie». «Con la riorganizzazione della società –aggiunge Paolo Baldini, vicepresidente –abbiamo ridefinito alcuni ruoli che in passato non erano chiarissimi, come a esempio la questione della stadio, oggi in mano a Pron che da un mese si sta prodigando per rimetterlo a nuovo, lavorando tutti i giorni». Proprio di stadio e di lavori parliamo ancora con Baldini. Sul piatto infatti ci sono interventi per più di un milione di euro, stanziati dal «tesoretto olimpico» ormai più di un anno fa e non ancora sbloccati. «Ancora in questi giorni stiamo partecipando a varie riunioni per capire quando riusciranno a far partire i lavori. Si parla di maggio-luglio 2016, con la speranza che il cantiere non vada a interferire poi con l’inizio della nuova stagione. Verrà posizionato un tetto sulla vecchia copertura che fa letteralmente acqua da tutte le parti (e i volontari sono ricorsi a teli e teloni per tappare le falle più grandi) e al di sopra di essa verranno sistemati pannelli solari. Anche al livello della pista sono previsti importanti interventi di miglioria».

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Lo stadio intanto però ha aperto grazie ai lavori dei volontari. «Abbiamo ritinteggiato le biglietterie –ci spiega Guido Boaglio, uno dei volontari –ridipinto i bagni per gli spettatori, sistemato l’area esterna che era diventata impraticabile, sostituito alcuni plexiglass sulle tribune rotti, migliorato la funzionalità dell’impianto elettrico».

Giovedì 24, quando a Torre Pellice arriverà il Vipiteno per la prima partita in casa della Valpe, ci sarà ancora più lavoro. «Durante le partite –continua Boaglio –siamo circa 20 volontari che si occupano di tutto. Dall’accoglienza della squadra ospite, all’apertura dello stadio, alla biglietteria, al controllo dei biglietti etc.. Ci costa tempo e fatica ma per la Valpe lo facciamo volentieri».

E se questo piccolo mondo funziona bene, permettendo a una struttura grande e complessa di funzionare a dovere, meno idilliaco è il rapporto con il proprietario della struttura, la Regione Piemonte. «Aspettiamo ancora la fima dell’atto per la gestione che ci è stata affidata dall’anno scorso per tre anni. Ma soprattutto aspettiamo il sostegno economico alla gestione, trecentomila euro che la Regione non ha ancora versato e quindi per coprire i costi vivi, bollette etc, siamo obbligati a dirottare introiti provenienti da sponsor e biglietti venduti che invece dovrebbero essere utilizzati dalla gestione sportiva (giovanili e primi squadra)» conclude Baldini.

Ricordiamo ancora che Radio Beckwith evangelica trasmetterà tutte le partite dell’Hockey Club Valpellice, in casa e in trasferta, all’interno del programma «Hockey time». 

Foto Samuele Revel