La sorgente della gioia

Un giorno una parola – commento a Salmo 109, 30

A voce alta celebrerò il Signore, lo loderò in mezzo all'Assemblea
Salmo 109, 20

Sopraggiunta in quella stessa ora, anche Anna lodava Dio e parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme
Luca 2, 38

La doppia affermazione celebrerò e loderò, in mezzo all’Assemblea è un invito a gioire poiché penetriamo nel territorio dell’amore, della misericordia, penetriamo nel territorio simbolicamente dedicato a Dio, nel santuario quando l’Assemblea è radunata per celebrare l’Eterno. Possiamo lasciare alle nostre spalle ogni tristezza, tutte le nostre piccole o grandi angosce personali per procurarci il cibo o la casa, per i nostri fallimenti, per l’aridità della vita senza affetti, senza tenerezza, per il morso della solitudine, ogni ombra rimane sulla soglia della casa, qui siamo circondati dal popolo in festa che esulta in Dio e nella sua misericordia. Lasciate ogni tristezza, dice il salmista, voi che entrate in questo territorio della lode, dove la vita trascorre sotto lo sguardo della benevolenza divina, dove incontriamo il creatore e la sua grazia che salva il giusto perseguitato dagli empi.

La doppia chiamata è alla scoperta nella propria vita della sorgente della gioia. Lasciamo alle nostre spalle le ombre, che troviamo intrecciate alla nostra esistenza, per trovare la luce, la dimensione luminosa dell’esistenza: per trovare un Dio fedele e un Dio misericordioso che celebriamo e lodiamo insieme. Questa è la sorgente della gioia che scoppia in lode e ringraziamento. Da una parte l’allegria viene da Dio, che è la sorgente della vita, dall’altra l’allegria nasce in noi quando scopriamo lo sguardo di Dio e innalziamo a Lui il nostro sguardo. Il luogo dove confluiscono le due consapevolezze - noi che incontriamo Dio e Dio che incontra noi - questo è il territorio dell'Assemblea cultuale in festa, il luogo della grazia, il santuario vero, il tempio della fine del tempo dove possiamo entrare per lodare, celebrare e servire il Signore.

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