La casa di Dio è per tutti!

Un giorno una parola – commento a Luca 14, 23

Ecco io li riconduco dal paese del settentrione, e li raccolgo dalle estremità della terra; tra di loro sono il cieco e lo zoppo, la donna incinta, una gran moltitudine, che ritorna qua.
(Geremia 31, 8)

Il Signore disse al servo: «Va fuori per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, affinché la mia casa sia piena».
(Luca 14, 23)

Tu chiami ancora oggi, affinché ognuno si presenti; si sente sempre il suo lamento, perché la tua casa non si sta riempiendo. Per questo tu inviti per le strade chiunque vi si trovi, vuoi anche che siano chiamati i ciechi, gli zoppi e i miserabili.
(Friedrich Konrad Hiller)

Nella casa di Dio c’è spazio. Tutti sono invitati e chi si presenta alla porta la trova aperta e la tavola apparecchiata con il segnaposto con il suo nome perché tutto è pronto da tempo. Nessuno ha costruito mura di cinta o messo guardie armate, e cancelli sorvegliati con le telecamere. No! La casa di Dio è per tutti! 

- Ma quelli che hanno attraversato i deserti possono entrare? 

- Sì. 

- Quelli che hanno viaggiato nascosti nei Tir colmi di merci? 

- Anche loro. 

- Quelli stremati dalla lunga traversata in mare e che hanno la scabbia, trovano spazio nella casa? 

- Eccome!

 - Anche quelli ai quali hanno raso al suolo la baracca con le ruspe? 

- Ancora di più! 

- E le donne gravide del figlio di nemici che le hanno violentate in una notte senza stelle, anche loro possono entrare? 

- Sì, sì, sì! 

- E quelli usciti di galera che non sanno dove andare?

- Anche loro.

- E tutto questo esercito di bambini non accompagnati, sicuro che possono entrare? 

- Certo, loro, soprattutto loro. 

- E c’è ancora posto? 

- Oh sì, c’è ancora posto, c’è ancora tanto posto!

- E chi si prenderà cura di tutta questa gente senza diritti? 

- Dio li riconduce. Dio li invita. Dio li manda a cercare. E Cristo si mette il grembiule e li serve a tavola. Uno per uno. E il cibo è buonissimo. Non è cibo da mensa dei poveri. No! Cibi prelibati con il dolce sapore di casa e il profumo delle grandi occasioni.

- E noi? 

- Noi dobbiamo andare a cercare gli invitati e poi dobbiamo servire a tavola con Gesù.

- Quando dobbiamo cominciare a farlo?

- Beh, avremmo già dovuto cominciare. Qualcuno ci ha provato e quando ci è riuscito la casa di Dio si è riempita di vita, di canti, di confusione, di colori, di profumi. Di umanità. Certo non è facile vivere insieme e capirsi quando si viene da posti diversi con esperienze dure alle spalle ma, se Cristo è in mezzo a noi, ci insegna come fare. E noi impariamo in fretta.

- Mi piace questa casa anche perché c’è sempre posto. Come nel cuore di Dio.

- Sì, come nel cuore di Dio.

Foto "PaladinoPorta3". Con licenza Pubblico dominio tramite Wikipedia.