Dio il consolatore

Un giorno una parola – commento a Isaia 25, 8

Il Signore, Dio, asciugherà le lacrime da ogni viso
(Isaia 25, 8)

Benedetto sia Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione in ogni nostra afflizione
(II Cor 1, 3 - 4)

Lacrime, segno esteriore che una persona è piegata dalle condizoni in cui vive. Le lacrime accompagnano fame, sete, morte, malattia, violenza, umiliazione, solitudine. Le lacrime sottolineano l'esistenza umana così com'è, con le sue mancanze, piena di enigmi, di domande senza risposte. Esse danno espressione al nostro dolore, ma sono passeggere, saranno asciugate; anche la fame, la morte, la vergogna verranno superate da Dio.

Piangiamo, ma sappiamo che Dio non è estraneo: il nostro pianto non gli è indifferente. Egli fa proprie le nostre lacrime, soprattutto quelle amare. Perciò le asciugherà quando verrà il Regno, quando ristabilirà le relazioni giuste. Come sazia la fame, come toglie il potere alla morte, così asciugherà le lacrime definitivamente.

Le lacrime oscurano sempre la nostra capacità di vista, offuscano la nostra visione, siano lacrime di dolore o di gioia. Le lacrime rendono la realtà più velata. Una persona che piange non vede bene ciò che succede intorno a lei. Per questo le lacrime sono degli occhiali cattivi, non ci fanno vedere bene. Quando Dio asciuga le nostre lacrime, ci toglie questi occhiali che ci impediscono di vedere bene e ci rende così capaci di vedere di nuovo in modo chiaro, vediamo di nuovo le cose nella loro prospettiva giusta. Ma Dio non fa questo da solo. Anche noi, come singoli e comunità, possiamo asciugare le lacrime quando incontriamo persone che soffrono e mostriamo loro la nostra com-passione.

Foto di chripell, con licenza CC BY-SA 2.0,  via Flickr