Boko Haram, colpito ma non affondato, si riorganizza con nuovi attacchi ai fedeli

Nuovi attentati in Nigeria, con una novità: colpiti anche i fedeli musulmani

A più di tre mesi dall’elezione del nuovo presidente nigeriano Muhammadu Buhari, che aveva posto come priorità assoluta la sconfitta dei terroristi di Boko Haram, la situazione per le popolazioni del nord della grande nazione africana rimangono drammatiche.

Negli ultimi trenta giorni sono pressoché quotidiani gli attacchi a civili e a edifici pubblici o religiosi. Gli ultimi giorni hanno registrato una particolare intensificazione degli attentati. Con una novità: a fare le spese della follia iconoclasta dei fondamentalisti ora sono anche i fedeli musulmani, secondo la spietata logica del «O con me o contro di me». Lo scorso venerdì è stata attaccata una moschea nel villaggio di Kukawa, nei pressi del lago Ciad, e sono stati massacrati almeno cento  fedeli riuniti per le preghiere del Ramadan, il mese sacro dell’Islam.

Scena che si è ripetuta nella zona di Monguno, nell’ultimo periodo tornata in mano alle forze governative dopo aspri scontri di terra e di cielo. Qui le vittime sarebbero 48.

Al contempo domenica è stata presa di mira la comunità pentecostale di Potiskum, nell’est del paese, e sono stati uccisi un pastore e quattro fedeli.

L’elezione del musulmano Buhari al posto del cristiano Jonathan Goodluck è sembrata coincidere con un cambio di marcia nella lotta al gruppo terrorista. Lo spostamento del comando centrale delle operazioni militari dalla capitale federale Abuja a Maiduguri, nella regione del Borno, in pieno terreno di scontro, è stata una mossa che ha causato problemi a Boko Haram, che pare traversare una fase di nervoso ripiegamento in attesa di riorganizzarsi. Le stragi degli ultimi giorni testimoniano che la potenza di fuoco resta però immutata.

 Fondamentale sarà anche il ruolo giocato dagli stati confinanti, Ciad e Camerun su tutti, che stanno subendo l’invasione di disperati in fuga e sono essi stessi vittime di attacchi al di là dei confini: il loro apporto di forze aeree si sta rivelando determinante nello scontro in atto, e può essere la chiave di volta per la riconquista dei territori.

Copertina: "Ni-map". Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons.

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