Un cuore reso saldo dalla grazia

Un giorno una parola – commento a Ebrei 13, 9

Oh, avessero sempre un simile cuore da temermi e da osservare tutti i miei comandamenti, affinché venga del bene a loro e ai loro figli per sempre!
(Deuteronomio 5, 29)

È bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia
(Ebrei 13, 9)

La parola su cui si concentra la scelta delle indicazioni bibliche di oggi, con ogni evidenza, è il cuore. Un cuore che sappia temere Dio e legarsi ai suoi comandamenti nel libro del Deuteronomio, un cuore reso saldo dalla grazia per l’Epistola agli Ebrei. Quindi il cuore dei credenti tende ad andarsene qua e là, ad attaccarsi a questo problema o a quell’altro, ad accalorarsi e a concentrarsi altrove e il Signore, la sua predicazione e quella di coloro che la portano interviene per ricordargli l’essenziale.

Sappiamo che nella Bibbia, il cuore non è soltanto la sede dei sentimenti, ma il centro della persona, la sua razionalità, la sua volontà, la sua passione. Il senso di queste parole bibliche starebbe in piedi anche se quella parola non ci fosse, non fosse usata. Si potrebbe anche dire che coloro che credono devono temere Dio e fare la sua volontà ed essere resi saldi dalla grazia. Perché dunque la Bibbia parla di “cuore”?

Vedo due ragioni.

Parlare del cuore significa parlare della piena umanità dei credenti, della loro forza, dei convincimenti profondi, quelli per i quali si è disposti a molti sforzi e sacrifici, ma vuol dire anche parlare della loro fragilità, di quell’umanità ballerina che passa da una cosa ad un’altra senza spessore, senza direzione. Un’umanità che Dio assume, corregge, inonda della sua grazia affinché diventi salda e faccia la cosa giusta. La grazia di Dio ed anche la sua pretesa sulla nostra vita sono le coordinate che il Signore ci offre per avere un “cuore di carne e non di pietra” (Ezechiele 11, 19), sono il “tesoro” cui attaccare il nostro cuore (Matteo 6, 21).

In secondo luogo dire “cuore” in qualche modo ci aiuta a concentrare in un’immagine che intuiamo bene, ciò che conta. Noi portiamo nel cuore chi amiamo e il nostro cuore trema se temiamo per qualcuno. E teniamo in fondo al cuore le cose vere come la fede chiedendo, proprio lì in quella profondità senza parole, che Dio ci renda saldi con la sua grazia.

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