Il tempio e la mappa

A Pinerolo, nella grande pianta della città, manca la segnalazione della chiesa valdese. E’ dalle piccole cose che si nota la laicità di un’amministrazione pubblica

Nella frequentata piazza Cavour, a Pinerolo, sulla pensilina centrale accanto alla fermata degli autobus, è da sempre collocata una grande bacheca metallica del Comune con la pianta della città, su cui sono evidenziati edifici pubblici, chiese e monumenti. Colpisce l’assenza di qualsiasi indicazione per il tempio valdese. In passato, quando era sindaco Alberto Barbero, gli avevo segnalato l’opportunità di rimediare alla mancanza e avevo ricevuto assicurazione in merito: in effetti, sui dépliant stampati in occasioni importanti come le olimpiadi invernali o i 150 anni dall’Unità d’Italia, nella mappa di Pinerolo il tempio valdese è indicato, e in città sono visibili alcuni cartelli indicatori. Rinnovo perciò la richiesta che la mappa sulla bacheca di piazza Cavour sia corretta: è anche nelle piccole cose che si manifesta la laicità e si verifica o meno la dichiarazione che i neoeletti sono soliti pronunciare: sarò il sindaco di tutti.

La prossima visita di papa Bergoglio alla comunità valdese avverrà nel tempio di corso Vittorio, a Torino, il primo edificato al di fuori delle Valli valdesi, dopo la concessione a valdesi ed ebrei dei diritti civili (1848). Fino ad allora i pochi protestanti residenti a Torino (la residenza per loro era vietata) si riunivano nella cappella dell’ambasciata di Prussia. La costruzione del tempio valdese provocò violente reazioni da parte del partito clericale, di cui si fece portatore don Bosco; il governo di Cavour permise la costruzione soprattuto per timore dell’impatto negativo che avrebbe avuto un divieto sull’opinione pubblica europea.

Tornando al tempio di Pinerolo, non si tratta solo di correggere una mappa, ma di ricordare un pezzo di storia della città. Anche a Pinerolo vi fu l’opposizione del clero, le reticenze e i ritardi da parte dell’amministrazione, nei confronti della realizzazione del tempio. Fu imposto che la costruzione non avesse l’aspetto di una chiesa e che il locale di culto fosse al primo piano perché l’accesso dalla strada fosse meno immediato… Soltanto nel 1926 il locale di culto fu portato al piano terreno e la facciata ebbe l’aspetto attuale, con un frontone e lo stemma valdese.

Non avendo provveduto a suo tempo a segnalare sulla mappa di Pinerolo il tempio valdese, potrebbe sembrare che il Comune di Pinerolo si ricordi dei valdesi solo dopo che il papa avrà varcato la porta del loro tempio a Torino. Naturalmente non è così, ma un po’ più di laicità e di autonomia nelle amministrazioni comunali non dispiacerebbe.

Foto Pietro Romeo

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