Comunica positivo

La primavera calda del presidente Erdogan e la svolta a favore dei social

Se non puoi combatterli, associati. I demonizzati social, spauracchio di ogni regime, cerbero da tenere al guinzaglio e con la museruola del potere a controllare che non morda. Rete da regolare per evitare eccessi – che ci sono, ça va sans dire, ma il punto come sempre è: chi controlla il controllore?

Una risposta chiara il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, leader dell’Akp, partito per la Giustizia e lo Sviluppo, se l’è data, guarda caso a soli due mesi dalle elezioni politiche. Diciamo che non è un periodo tranquillo a Istanbul: in soli due giorni una donna kamikaze ha provato a entrare nel quartier generale della polizia ed è stata uccisa, manifestazioni hanno invaso la città, e soprattutto al Palazzo di Giustizia, due militanti del gruppo terrorista rosso Dhkp hanno sequestrato un giudice chiedendo giustizia per un ragazzo ucciso durante gli scontri a Gezi Park del 2013: sequestratori e magistrato sono tutti morti nell’assalto delle teste di cuoio.

Nel frattempo, per non smentirsi, Erdogan non perde occasione per ricordare l’inferiorità della donna e il suo ruolo legato a maternità e famiglia, mentre islamizza progressivamente la società e “tiene a bada” i curdi ai confini - tutt’altro che sotto controllo, fra l’altro.

In questo clima, i social, definiti dal presidente «la peggior minaccia della società moderna» durante la rivoluzione di piazza Taksim, quando i manifestanti resistevano agli attacchi dei gas urticanti e alle cariche dell’esercito grazie alle informazioni scambiate in tempo reale su twitter, con l’hasthag @direnGeziParki – mentre la televisione di Stato trasmetteva documentari sui pinguini – sono all’improvviso diventati una risorsa: basta comunicare in positivo, ha detto Erdogan, e per mettere in atto il suo proposito pare abbia assunto seimila giovani, che passino al setaccio facebook, twitter, youtube, instagram & Co. La parola d’ordine (c’era da dubitarne?): combattere la disinformazione. Una tattica che già i russi conoscono molto bene e, per esempio, applicano con profitto nella guerra nel Donbass ucraino, senza badare a spese (e a falsi). 

Come dire, se non puoi combatterli, adattali a te e al tuo progetto politico.

 

Copertina: "Turkish PM Recep Tayyip Erdogan" by Kremlin.ru. Licensed under CC BY 3.0 via Wikimedia Commons.