Bisogni, aspirazioni, desideri. Nuova campagna per l’Otto per mille alla Chiesa valdese

I bisogni di un anziano, i desideri di una donna incinta e le aspirazioni di un bambino sono le immagini della campagna per l’Otto per mille alle chiese valdesi e metodiste che parte in questi giorni. Il Moderatore Bernardini: «Le persone al centro, con le loro storie, i loro diritti, i loro sogni»

Un anziano che non vuole sentirsi escluso, una donna incinta che chiede di poter essere se stessa mantenendo il suo lavoro e avendo a disposizione tempo per la famiglia, un bambino che potrebbe essere il figlio di un immigrato che da grande vuole fare il dottore ma per ora chiede di andare a scuola e di giocare: sono questi i volti della nuova campagna per l’Otto per mille alla Chiesa valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi) partita in questi giorni.

Nel 2014, percependo i fondi destinati nel 2011, alle chiese valdesi e metodiste erano stati riconosciuti circa 41 milioni di euro – 2,8 in più dell’anno precedente – determinati da un ammontare complessivo di firme che ha superato le 600.000 unità: «Un dato di assoluto rilievo, pari a trenta volte la consistenza numerica della nostra comunità di fede – commenta il moderatore della Tavola valdese, pastore Eugenio Bernardini - che esprime l’apprezzamento di un numero crescente di contribuenti per una gestione aperta, trasparente e laica delle somme ricevute. Sia in Italia che all’estero, la maggior parte dei fondi viene infatti destinata a progetti realizzati da associazioni esterne rispetto alle chiese e alle opere sociali valdesi e metodiste; le somme destinate a ciascun progetto, inoltre, vengono rese pubbliche sia su alcune testate che sui siti web della chiesa (www.ottopermillevaldese.org, www.chiesavaldese.org); nella selezione delle associazioni che possono beneficiare di un contributo, infine, non abbiamo alcuna preclusione confessionale ma sosteniamo progetti realizzati da enti cattolici, interreligiosi o laici».

Ma come si spiega il fatto che un così alto numero di persone – non solo né valdesi né metodisti ma neanche evangelici e, secondo alcuni sondaggi, neanche credenti – firmi “per i valdesi”? «Riteniamo che il punto di forza della nostra gestione dell’Otto per mille – risponde Bernardini – sia il fatto che non destiniamo neanche un euro alle spese per il culto, la costruzione o la ristrutturazione di chiese, l’evangelizzazione, gli stipendi pastorali. E’ una scelta che i contribuenti hanno sempre apprezzato e che ci ha premiato negli anni».

Nel 2015 i messaggi per l’Otto per mille a favore di valdesi e metodisti appariranno su 80 testate giornalistiche nazionali: circa 35 tra quotidiani e altri periodici a stampa, una decina di programmi radiofonici, decine di siti web, circa 20 programmi televisivi. Rispettando un preciso impegno assunto dal Sinodo delle chiese valdesi e metodiste, i costi pubblicitari sono contenuti entro il 5% dei fondi ricevuti dallo Stato.

«Quest’anno – prosegue il moderatore della Tavola valdese – abbiamo dedicato la campagna ai bisogni, ai desideri e alle aspirazioni, a uomini, donne e bambini che grazie a un progetto sociale, educativo o assistenziale riescono a migliorare le qualità della loro vita. Ciò che facciamo con la quota di Otto per mille che ci viene assegnata è semplicemente “restituire”agli altri ciò che abbiamo ricevuto dai contribuenti, e cerchiamo di farlo nel modo più efficace possibile – prosegue Bernardini – sostenendo progetti che forse altri non finanzierebbero, e che hanno un effetto positivo sulla vita di uomini, donne e bambini; sui loro desideri e sui loro progetti ma anche sulla qualità della convivenza e della comunità in cui sono inseriti».

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