In crisi anche il Gianduiotto?

Anche la Caffarel cerca di difendersi in questo periodo di difficoltà

Caffarel: il nome evoca a tutti (o quasi) il gianduiotto, le caramelle, le uova di pasqua di cioccolato, la crema da spalmare e altri prodotti dolci (o dolci prodotti). L’azienda affonda radici nella prima metà dell’Ottocento ed è stata l’esempio per i mastri cioccolatai svizzeri, oggi diventati i veri padroni del mondo del cioccolato. Nel corso della sua storia Caffarel è diventata Caffarel-Prochet grazie alla fusione con un noto artigiano del cioccolato. Oggi è conosciuta come Caffarel e produce per ogni angolo di mondo. Ma nonostante l’eccellenza artigiana e la qualità dei prodotti (a esempio vengono utlilizzate soltanto nocciole Piemonte Igp) la crisi si sente anche in questo settore.

Ricordiamo che l’azienda è stata acquisita ormai dal 1998 da Lindt & Sprüngli, multinazionale svizzera del settore dolciario. «Il 2014 si è chiuso non positivamente con una perdita di 4 milioni di euro rispetto al 2013 – ci spiega Alberto Revel, rappresentante sindacale esterno di Caffarel – un segno poco rassicurante che ha finalmente smosso le acque». In Caffarel è arrivata la cassa integrazione. «In realtà – continua Revel – in questo periodo spesso è successo che ci fosse della cassa integrazione perché è un momento di “morta” nel senso che le produzioni di Pasqua sono terminate e quindi c’è poco lavoro, soprattutto adesso verso il periodo estivo in cui, per ovvi motivi, c’è meno richiesta di cioccolato e dolciumi. È stata chiesta la cassa integrazione per 100 persone ma sappiamo che l’hanno fatta, a rotazione, in realtà fra le 15-20 persone».

In Caffarel lavorano complessivamente a Luserna San Giovanni, sede dello stabilimento produttivo, circa 400 persone, una realtà storica e molto apprezzata a livello locale per le opportunità di lavoro che offre alla valle tutta. «Sono anni che richiediamo che vengano spostate alcune linee produttive a Luserna per riuscire ad andare avanti. Nel piano aziendale è stato individuata la creazione di una nuova linea produttiva. La crema da spalmare con marchio Lindt verrà quindi prodotta a Luserna San Giovanni e speriamo di riuscire a portare in futuro anche altre produzioni. Questo per l’azienda Lindt è un granello di sabbia viste le dimensioni del colosso, mentre per Caffarel è sicuramente un investimento molto importante», spiega Revel. Una voce che sta circolando da tempo è quella che vorrebbe un investimento importante nel Gianduiotto, tralasciando altre produzioni.

«Se ne parla da sempre ma il Gianduiotto è un prodotto stagionale – specifica Revel – e quindi non è pensabile puntare tutto su questo. Le caramelle Caffarel a esempio non stanno vivendo un momento di grande produzione ma per ovviare a questo problema si sta producendo caramelle con un altro marchio, sempre della Lindt». Chiediamo ancora a Revel una valutazione generale sul futuro. «Il 2014 è stato indubbiamente difficile, ma c’è un moderato ottimismo per il 2015 e il futuro. Il piano industriale che prevede di installare linee di produzione a Luserna è l’unica strada percorribile per risalire la china».  

Foto "Gianduiotti" di Clop - Opera propria. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons.