Sfogliando i giornali del 16 febbraio

I nuovi sbarchi a Lampedusa, i bombardamenti egiziani in Libia, la tregua in Ucraina, gli attacchi digitali alle banche dal 2013, le richieste dell'Onu alla milizia Houthi in Yemen

01 – Lampedusa, soccorse oltre duemila persone nel fine settimana

Nel fine settimana la guardia costiera italiana ha soccorso circa 2.150 migranti che si trovavano a bordo di 12 imbarcazioni nelle acque a sud di Lampedusa. I migranti saranno trasferiti nelle prossime ore in alcuni porti siciliani. A causa del deterioramento della situazione politica in Libia e della quasi totale assenza di controlli sulle coste, negli ultimi giorni dai porti del nord del paese sono partite decine di imbarcazioni con a bordo migranti di varie nazionalità. Intanto, nel pomeriggio di ieri quattro trafficanti di esseri umani hanno minacciato con armi da guerra una motovedetta della guardia costiera italiana impegnata nelle operazioni di soccorso in acque libiche, a circa 80 chilometri da Tripoli.

02 – Libia, l’Egitto ha bombardato alcune basi del gruppo Stato islamico

L’aviazione egiziana ha bombardato questa mattina alcune basi del gruppo Stato islamico in Libia, dopo la diffusione, avvenuta sabato, di un video in cui viene mostrata la decapitazione in Libia di 21 egiziani di confessione cristiani copta, che lavoravano a Sirte ed erano stati rapiti a dicembre del 2014 e a gennaio del 2015. Nel video dell’Isis si racconta dell’avvicinamento all’Italia. «L’ultima volta eravamo sulle colline della Siria, ora siamo a sud di Roma». Il presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi aveva annunciato che l’Egitto avrebbe reagito agli attacchi. A causa dell’escalation militare l’ambasciata italiana a Tripoli ha sospeso le sue attività e il personale è stato temporaneamente rimpatriato via mare. Il ministero degli Esteri ha comunicato questa mattina che i servizi essenziali saranno comunque assicurati, ma non ci sono dettagli sull’orizzonte temporale della sospensione.

03 – Ucraina, la tregua nell’est del paese regge, nonostante alcuni scontri locali

Due civili sono stati uccisi nella regione di Luhansk subito dopo l’entrata in vigore della tregua, alla mezzanotte del 15 febbraio. Tuttavia, secondo gli osservatori presenti sul territorio, i combattimenti sono diminuiti, proseguendo solo attorno alla città di Debaltseve. I leader di Francia e Germania hanno dichiarato che la tregua nell’est dell’Ucraina nel complesso è stata rispettata, nonostante «alcuni incidenti locali che devono essere risolti al più presto». Il presidente francese François Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno parlato con i presidenti di Russia e Ucraina e hanno concordato di procedere con i punti previsti dall’accordo di cessate il fuoco firmato a Minsk.

04 – Rubato un miliardo di dollari in attacchi digitali contro un centinaio di banche

Secondo un rapporto della società Kaspersky Lab, realizzato in collaborazione con Europol, una serie di attacchi informatici in corso dal 2013, definiti «senza precedenti», un centinaio di banche e istituzioni finanziarie hanno subito furti di dati e di denaro. Secondo lo studio, sarebbe stato rubato circa un miliardo di dollari. I responsabili dei furti digitali sono di nazionalità russa, cinese e ucraina, mentre gli attacchi sono avvenuti in tutto il mondo, dalla Russia agli Stati Uniti, dalla Germania alla Cina.

05 – Yemen, le Nazioni Unite chiedono il ritiro senza condizioni delle milizia Houthi

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha chiesto nella serata di ieri «un ritiro immediato e senza condizioni» dei ribelli Houtis dalle istituzioni governative e di sicurezza nello Yemen, e in particolare nella capitale Sana’a. La risoluzione è stata votata all’unanimità. I membri delle Nazioni Unite si sono espressi in modo fortemente critico nei confronti delle «azioni unilaterali compiute dagli Houtis – anche noti come Ansar Allah – per sciogliere il parlamento e impadronirsi delle istituzioni di governo». Nonostante il parere contrario dei paesi del Golfo, la risoluzione non contempla l’uso della forza se non rispettata, e dà pieno mandato all’inviato Onu Jamal Benomar per un maggior impegno nei colloqui. Il 6 febbraio gli Houtis, dopo due settimane in cui lo Yemen era stato di fatto senza governo, avevano annunciato lo scioglimento del parlamento, rimpiazzato da un consiglio nazionale di 551 membri e la costituzione di un Consiglio presidenziale di cinque persone.

Foto  "Yemeni soldiers from the 1st Armoured Division" di Ibrahem Qasim - Opera propria. Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons.