Accade oggi, 28 gennaio

28 gennaio 1789. Nasce il canonico Gilly, benefattore dei valdesi

Il 28 gennaio del 1789 nasceva nella Contea di Suffock, in Inghilerra, William Stephen Gilly, ben conosciuto nelle Valli valdesi, insieme al generale Charles Beckwith, come grande benefattore. Ttutti conoscono il Collegio Valdese di Torre Pellice, da lui fermamente voluto per dare un'istruzione superiore ai giovani. Gilly, canonico anglicano, amico dell’arcivescovo di Canterbury, un bel giorno del 1922 parte per la Francia alla ricerca dei discepoli di Valdo. Non ne trova, ma qualcuno lo indirizza verso le Alpi e nelle Valli valdesi prende contatto con il moderatore Rodolfo Peyran. Tornato in patria, scrive sul suo viaggio e sulle sue ricerche. Il punto focale è l’idea, condivisa da altri “religiosi”, che la comunità valdese sia un piccolo frammento della primitiva comunità cristiana, conservatasi immune dalla alleanza di poteri (civili e religiosi) iniziata con l’imperatore Costantino. E’ interessante notare che negli stessi anni fa irruzione nelle Valli, in particolare nella chiesa di S. Giovanni, il movimento di Felix Neff, che vuole risvegliare le compassate chiese dei dotti liberali. Ma per Gilly ci sono soprattutto le necessità materiali da affrontare: nel 1825 fonda il London Vaudois Commettee, formato da membri della Chiesa anglicana, che riesce a collettare ventimila franchi: la somma è investita e gli interessi sono inviati semestralmente alla Tavola, per l’Ospedale e per l’istruzione. Gilly fece un secondo viaggio con la moglie e il fratello, nel 1829 e in tale occasione nacque l’idea del Collegio e si fondò una nuova Scuola Latina, con quattro classi, due di latino e due di francese (lingua usata nel culto dai pastori francesi e svizzeri venuti in Piemonte per sostituire quelli colpiti a morte dalla peste). Dal 1851 al ’55 fece altri viaggi e nel 1856 si offrì di far educare, a sue spese, per diventare pastori tre giovani valdesi, che la Tavola designò in Henri Muston, Charles Vincon e Joseph Mounastier, inviati all’università di Durhan. 

Foto via