Quando l'Evangelo trasforma i rom

"Mange tes morts" vince il Torino Film Festival, la storia vera di una famiglia gitana alla periferia di Parigi

A vincere il premio del 32º Torino Film Festival è stato un film francese, dal titolo strano: «Mange tes morts» (Mangia i tuoi morti). Il titolo originale è «Mange tes morts. Tu ne diras point». Il film di Jean-Charles Hue è la storia, reale, di una famiglia gitana yenisch, la famiglia Dorkel, che il regista frequenta da oltre 18 anni, che vive nelle roulotte di un campo Rom in una periferia a Nord di Parigi. In quel mondo yenisch, è presente, fin dall'inizio degli anni '50, una chiesa pentecostale la Mission évangélique des Tziganes de France, che è membro della Federazione protestante di Francia). Per questo, non a caso, il film inizia con un preciso riferimento alla presenza nel campo Rom di un tendone in cui ha sede quella chiesa, con il suo pastore) e finisce proprio con il battesimo per immersione dell'ultimo figlio della famiglia Dorkel, Jason, che ha appena compiuto 18 anni. Tutti gli attori del film sono gli stessi membri della famiglia Dorkel.

Questo film è in gran parte incentrato sulla scorribanda notturna nella quale Fred, il fatello maggiore, appena uscito di prigione dopo15 anni, trascina due dei suoi fratelli e un cugino, già convertito alla chiesa evangelica pentecostale, per rubare un camion contenente 25 tonnellate di rame in un deposito della banlieu di Creil. Ed è fatto effettivamente, come hanno scritto molti giornale, come un «road movie», cioè un western in cui la vecchia BMW di Fred prende il posto del cavallo del vecchio cowboy. Non a caso il primo film del regista, quattro anni fa, si chiamava «La BM du Seigneur», film che era in massima parte un documentario sulla vita dei cosiddetti «gens du voyage». Ora, anche per l'influenza crescente della Mission évangélique des Tziganes de France, questo mondo si è sedentarizzato, anche se continua a vivere nelle roulotte. Fatto sta che questo mondo, con la sua mitologia e con la sua nuova fede evangelica, in cui crede fermamente, a modo suo, ha letteralmente affascinato il regista, a un punto tale che egli stesso – come Jason, nel film – pensava di chiedere il battesimo per immersione durante le riprese del film. Nel film, Fred, dopo i 15 anni di carcere, torna in un mondo che non riconosce più, per via di questa trasformazione spirituale, mentre Jason ne è l'incarnazione più recente. Non a caso il film si svolge per i tre quarti nel mondo buio della notte della periferia parigina e si conclude nella luce splendente del sole che filtra attraverso il tendone della chiesa in cui Jason viene battezzato, dopo aver chiesto a Dio di trasformare suo fratello Fred, come ha trasformato lui.

Non so se la giuria del TFF abbia tenuto conto di questo fatto per premiare il film, né quante persone che lo hanno visto abbiano capito chi erano questi «cristiani» di cui si parla molto all'inizio, fatto sta che, nell'attualità dell'Italia di oggi, fortemente segnata dalle campagne anti Rom della Lega Nord e di Casa Pound, così come nell'attualità della Francia di oggi, egemonizzata dalle campagne anti Rom di Marine Le Pen, questo premio è altamente significativo e merita l'applauso alla giuria.