Rosetta e la cometa della discordia

Sono la bellezza e la conoscenza a rendere la vita degna di essere vissuta. Investire nella scienza non è uno spreco

Mentre la sonda spaziale Rosetta, entrata in orbita intorno alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, inizia a trasmetterci informazioni, di fronte ad un risultato epocale, sulla nostra vecchia Terra continuiamo a dedicarci a polemiche poco costruttive e in definitiva poco sensate. Hanno avuto rilievo internazionale le polemiche sulla camicia del dr. Matt Taylor, considerata da alcuni di cattivo gusto, da altri addirittura offensivai; noi nel nostro piccolo ci siamo dovuti accontentare di un servizio del Tg4ii che ha scatenato un vespaio di polemiche.

Per non costringere i lettori a sorbirsi un minuto e mezzo di scempiaggini, riassumo in breve cosa si dice nel servizio in questione. Primo: la missione Rosetta ha come unico risultato quello di rovinarci la poesia delle comete, facendocele apparire come sassi a giro per lo spazio. Secondo: la missione Rosetta rappresenta un ingiustificabile spreco di denaro pubblico.

Per quanto riguarda la poesia delle comete, nel 1996 ho avuto la fortuna di vedere la cometa Hale-Bopp; i prossimi esseri umani che la potranno vedere, se la nostra specie sarà ancora in vita, vivranno tra più di 2.300 anni. Ecco, anche sapendo che non ho visto altro che un grosso sasso da cui sublimano sostanze volatili a causa della vicinanza al Sole, continuo a trovare poetica l’idea che attraverserà centinaia di nostre generazioni per tornare a farsi vedere dai nostri lontanissimi discendenti. Allo stesso modo, la recisa asserzione della grande astrofisica Margherita Hack, “Le stelle son palloni di gas”, o il fatto che i fiori in definitiva non sono altro che organi sessuali, non tolgono niente alla bellezza che troviamo in loro e alle sensazioni che ci evocano. Se dopo averlo conosciuto meglio non riusciamo più a trovare bello ciò che pensavamo di amare, è a noi che manca qualcosa, è il nostro amore che è incompleto e superficiale.

Più seria, e più supportata dall’opinione pubblica, è l’affermazione che la Missione Rosetta rappresenti uno spreco di denaro pubblico. Facciamo due conti: il costo stimato della missione è di circa 1,4 miliardi di euro. Sono molto. Ben 2,80 € a cittadino europeo. Divisi per i 18 anni di durata della missione finora, si arriva alla cifra strabiliante di 0,16 € all’anno per cittadino. Questi conti mi stimolano due riflessioni. La prima è che è a sua volta molto poetico e commovente che imponendo in fondo un impegno economico minimo, se calibrato sul numero di cittadini, siamo riusciti per la prima volta nella storia umana ad arrivare su una cometa. La seconda è rivolta a chi sostiene che quel denaro avrebbe potuto essere impiegato per scopi benefici, più che per ottenere della conoscenza inutile ai fini pratici. Certo, visto lo scarsissimo impegno economico pro capite che ha richiesto atterrare sulla cometa, non dovrebbe essere difficile ottenere somme anche maggiori da dedicare alle politiche sociali. Ma, mentre per atterrare su una cometa basta dare sufficiente denaro a una brillante équipe di progettisti e fidarsi di loro, la lotta alla povertà chiama ad una responsabilità nei confronti delle politiche sociali ed economiche che non si può risolvere con una donazione. E se pure destinassimo tutti i fondi pubblici alla lotta alla disparità sociale ed economica, e per assurdo, bastasse questo, potremmo ancora chiederci: per cosa stiamo combattendo, dato che abbiamo deciso che la conoscenza, l’arte, la bellezza sono secondarie?

Alcuni anni fa avrei scomodato dietrologie per spiegare il servizio del Tg4; ora non penso ci sia un progetto diseducativo coerente dietro, ma semplicemente che è stato trovato un sistema semplice ed efficace di far parlare di sé senza doversi prendere la briga di un’informazione preparata e corretta. Il supporto di cui questa operazione è stata oggetto, però, fa squillare un campanello d’allarme per quanto riguarda la percezione della ricerca scientifica in Italia. È necessario trovare un modo di far capire al cittadino che la scienza non è uno spreco, anche quando appare fine a se stessa, non solo perché apre a future possibilità, ma anche perché sono la bellezza e la conoscenza a rendere le nostre vite degne di essere vissute.

Foto: "Rosetta - comet fly-by" autorstwa DLR, CC-BY 3.0 - http://www.flickr.com/photos/dlr_de/11962922525/. Licencja CC-BY-3.0-de na podstawie Wikimedia Commons.