Mostra «Paesaggi della campagna romana» presso la sede della Chiesa evangelica luterana in Italia

A colloquio con l’artista Utta Wickert-Sili 

Presso il Decanato della Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi), sito in via Aurelia Antica 391 a Roma, è esposta la mostra «Paesaggi della campagna romana» dell’artista Utta Wickert-Sili. Si tratta di 54 tavole, delle quali 8 grandi a colori (53x73) e 46 piccole in bianco e nero (20x25).

Grafica pubblicitaria, scenografa, illustratrice, art director nell’editoria, produttrice di libri e riviste, autrice di testi per l’infanzia e persino ideatrice di giochi per bambini, negli ultimi anni Utta Wickert-Sili, 73 anni, sposata con due figli, originaria di Magdeburgo, ex-Ddr, è ritornata alla fase più artistica del suo percorso, anche a causa di alcune vicissitudini di salute. L’abbiamo intervistata per Riforma.

Da cosa è nato il ritorno all’antica passione del disegno e dell’illustrazione?

Tre anni fa sono stata colpita da una forma di vasculite che ha compromesso fortemente la parte sinistra del mio corpo. Le mie precarie condizioni di salute hanno così minato l’indipendenza cui ero da sempre abituata. Anche per le piccole azioni quotidiane, come il guidare l’auto o fare la spesa, cucinare, avevo bisogno di essere aiutata. È stata un’esperienza frustrante e demoralizzante. Così ho deciso di ritornare al disegno che ha rappresentato per me una rinascita. Quando disegno, infatti, sento di essere ancora libera e autonoma: scelgo da sola cosa, come e quando disegnare. Il disegno è stato una terapia per affrontare la mia malattia.

La mostra è ispirata ai paesaggi della campagna romana. Come mai?

È dal 1978 che vivo in Italia. All’inizio con mio marito abitavamo in una bella zona del centro di Roma, ma poi verso la metà degli anni ’80 abbiamo scelto di allontanarci dalla confusione cittadina e siamo venuti ad abitare nella nostra casa alle porte di Roma, nella campagna laziale: me ne innamorai subito. Con la malattia avevo molto tempo a disposizione, e così ho cominciato a dipingere ciò che più mi dava serenità: la mia bella campagna con i suoi pini e i suoi cipressi.

Lei non è luterana, eppure è da anni vicina alla chiesa e alle attività luterane. Cosa rappresenta per lei questo rapporto?

Devo l’idea della mostra all’amica Alessandra Damm, a cui va tutta la mia gratitudine. Sono anni che conosco Alessandra e la Chiesa luterana in Italia: curo la grafica sia della Celi sia del Centro studi ecumenico F. Melantone. Sono una ex sessantottina, non ho mai detto “io credo” e soprattutto, pensando all’esperienza del terzo mondo e anche a ciò che era accaduto in Germania nella seconda Guerra mondiale, non mi sono mai fidata della possibilità che Dio fosse coinvolto nelle vicende del mondo. Però, poi, grazie alle attività del Centro Melantone e alla relazione di amicizia intrecciata con Alessandra, ho apprezzato il buon lavoro che viene fatto dai luterani ed è cresciuta pian piano la mia fiducia verso la Chiesa luterana, che ho sentito vicina al mio modo di credere.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al prossimo dicembre, dal lunedì al venerdì, ad eccezione dei giorni festivi e previa prenotazione, telefonando al numero 06.66.03.01.04 o scrivendo via email all’indirizzo: decanato@chiesaluterana.it

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